ANNO 16 n° 274
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''Con Marini per riconquistare Viterbo''
Giorgia Meloni e FdI vestono di tricolore piazza della Repubblica

VITERBO – (An. Ar.) D’accordo: non saranno puntualissimi (con tutto il rispetto: 37 minuti di ritardo non si perdonano neanche a Winston Churchill), però con le scenografie ci sanno fare. E dopo il mega fiocco giallo dedicato ai due marò un mese fa, stavolta Fratelli d’Italia ha dispiegato un megatricolore – verde, bianco e rosso – in piazza della Repubblica, come messaggio di benvenuto alla loro leader Giorgia Meloni e come dimostrazione d’amore e fedeltà alla patria e, allargando il concetto, anche alla città di Viterbo. A sventolare il grande drappo, infatti, c’erano i 32 candidati a consigliere comunale, i 32 fratellini insomma, mentre le note dell’inno nazionale si spandevano nel sabato pomeriggio viterbese.

E se l’intento di questo comizio all’aperto era quello di “riportare la destra cittadina in piazza dopo tanti anni, con coraggio e senza paura” (così l’aveva presentato l’assessore provinciale Bainchini qualche giorno fa), be’, la missione può considerarsi assolta. Perché di gente, alla base del monumento ai Facchini di Santa Rosa, ce n’era. Magari non tantissima,  magari non tutta disinteressata – tra parenti, amici, fidanzate –, ma c’era. A margine, poi, ecco aggiungersi le famiglie impegnate nello struscio del sabato, più i gruppetti di adolescenti dediti al cazzeggio, attratti dal collegamento wi-fi gratis offerto dagli stessi, tecnologicissimi, organizzatori.

Peccato, come si diceva, per quei 37 minuti di ritardo della Meloni, arrivata da Roma. Ma per fortuna il cielo si è limitato a minacciare pioggia e alla fine ha graziato la platea e gli oratori. Già, gli oratori. L’introduzione è stata affidata allo stesso Bianchini, che dopo aver mancato per un soffio l’elezione a consigliere regionale non ha certo perso la verve. Anzi, sentite: “E’ da tanto tempo che la destra viterbese non riempiva così una piazza – ha detto Bianchini – E questo dimostra il nostro coraggio e il nostro appoggio convinto a Giulio Marini”. Marini, a cui tocca completare il seguito: “Ringrazio Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni per il sostegno che ci hanno dimostrato e che continuano a dimostrarci. Sono stati cinque anni di duro lavoro, ma ci abbiamo messo sempre la faccia, la passione e l’amore per la nostra città. Come stiamo facendo qui, adesso e come faremo domani”. Poi Marini è entrato nell’attualità: “Molti progetti abbiamo realizzato, altri li stiamo definendo. Già la prossima settimana verranno approvati due progetti termali, e questo rientra nella voglia di dare risposte concrete alla città. Proposte concrete, di cambiamento”. Poi il sindaco uscente rispolvera la versione battagliera che ha inaugurato da qualche settimana, in crescendo con l’avvicinarsi alla data delle elezioni: “Noi siamo persone, ma abbiamo dietro partiti, coalizioni, apparati che ci sostengono e che lavorano per realizzare le cose. Vedo in giro tanti miei presunti competitori che pochi mesi fa albergavano in altre stanze, anzi in altre Camere, e che adesso cercano di riguadagnare spazi presentandosi come sindaco di Viterbo. Questi sono i pressappochisti della politica. E altri ancora, che io chiamo i resuscitati, gente sostenuta da Sposeti, da Gigli, da Fioroni. Volete questo?”. La folla risponde di no, e sarebbe stata una notizia se avesse detto qualcosa di diverso.

Sistemate le cose che andavano sistemate, tocca a Giorgia Meloni. Che ringrazia la piazza “straordinaria, una piazza di centrodestra. Con tanto di curve a fare il tifo”. E poi passa ad elogiare l’amministrazione Marini “che ha fatto un lavoro eccezionale seppure in un momento di diffusa difficoltà per i Comuni”. Poi ringrazia pure Bianchini e Mauro Rotelli,e  ricorda che proprio a Viterbo fu eletta segretaria nazionale di Azione Giovani (la branca giovanile di Alleanza nazionale: sembra passato un secolo). “Piazze come queste – ha continuato la Meloni – ci danno la forza di andare avanti, nonostante la stanchezza che si accumula campagna elettorale dopo campagna elettorale. Qui c’è gente che vuole esserci, che vuole dire la sua, che vuole contribuire alle decisioni e alle scelte. E’ la democrazia vera, e la risposta migliore all’antipolitica. Ecco, Fratelli d’Italia, a dicembre, è nata proprio per questo: per dare una scelta a chi vuole scegliere. Avete il vostro candidato sindaco, avete le liste che lo sostengono, ma poi le liste sono fatte di persone in cui identificarvi e alle quali potrete dare la vostra fiducia senza paura di essere traditi. Come i nostri candidati qui presenti: sceglierete la persona giusta”. Lo stesso principio vale su scala nazionale, dove Fratelli d’Italia non ha appoggiato il Governo Letta “per coerenza, e perché non volevamo un altro Monti”. Identificarsi, riconoscersi, distinguersi. E mentre il cielo minaccia ancora pioggia e il discorso vira su temi nazionali, è passato un altro giorno prima delle elezioni. Daje.

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