ANNO 16 n° 276
''Con la droga ci ho
rimesso il fegato
Vale la pena correre il rischio?''
Il racconto di Giorgia

di Chiara Ciripicchio

VITERBO - Niente musica alta, nessun ragazzo scatenato, niente alcol e divertimento sfrenato questa volta per la discoteca Subway di Viterbo. Molte le facce di studenti viterbesi concentrate, serie e interessate a conoscere la storia della giovane Giorgia Benusiglio, una ragazza come tante che sedici anni fa (quando di anni ne aveva 17) commise l’unico errore della sua vita; errore che gliela rovinò. 

Qui le immagini dell'incontro

Durante una normale serata in discoteca con gli amici, Giorgia decise di cedere alla tentazione e assunse mezza pasticca di ecstasy. Era la prima volta ma fu sufficiente a portarla a un passo dalla morte. ''Il giorno dopo iniziai ad accorgermi dei primi sintomi. Mal di stomaco, formicolio e mancata percezione delle mie gambe – racconta Giorgia - Nel giro di una settimana il mio fegato andò in necrosi. I medici furono costretti a trapiantarmi l’unico fegato disponibile che era solo parzialmente compatibile con il mio organismo e, infatti, mi servì un secondo intervento. Poi un mese e mezzo di terapia intensiva. Un’esperienza che non auguro a nessuno''.

''A sedici anni di distanza continuo a scontare le conseguenze di quell’errore. – prosegue la Benusiglio – Ogni mese devo fare degli esami e spesso ho periodi caratterizzati da problemi di salute. Dipendo quotidianamente da farmaci che mi permettono di sopravvivere ma, contemporaneamente, mi uccidono lentamente''.

Ai tantissimi ragazzi presenti all’incontro e proveniente da molte scuole superiori di Viterbo, tra cui l’Orioli, il Santa Rosa e l’istituto alberghiero, Giorgia ha voluto rivolgere un personale appello: ''Non sono qui per dirvi di non provare sostanze stupefacenti. Non sono nessuno per dirvi cosa fare e cosa non fare. Però, se una sera vi doveste scoprire tentati di provare pensate a me e a questo incontro. Chiedetevi questo: sarei in grado di affrontare dodici ore di intervento? Di portare per il resto della vostra vita cicatrici esterne e interiori? Di sapere di essere ancora in vita grazie alla morte di qualcun altro? Di distruggere l’esistenza delle vostre famiglie?''.

Un appello accorato quello della ragazza, la quale ha ripercorso le tappe della sua vicenda raccontando apertamente e con grande coraggio le sue sofferenze e la grande voglia di riscatto e di tornare a vivere. ''Ho dovuto rinunciare alle mie passioni e ai miei sogni, convivere con un costante senso di colpa, riappropriarmi lentamente della mia vita. È stata dura ma quando ho smesso di pensare al passato e al futuro e tornare a vivere nel presente, sono stata di nuovo felice'', confessa Gorgia.

Il pensiero verso Alessandra, la ragazza che le ha permesso di continuare a vivere grazie alla donazione degli organi, è costante, così come il ricordo per chi non è stato fortunato come lei ed è morto. E così Giorgia ha voluto ricordare Lamberto Lucaccioni, il giovane morto questa estate alla discoteca Cocoricò di Ricciole, e molti altri che, esattamente come lei, non hanno pensato alle conseguenze del gesto che stavano facendo: ''Responsabilizzatevi perché il corpo è il vostro. Sarete voi a pagare le conseguenze. Per quando la vostra famglia e i vostri amici vi staranno vicini, il dolore, le cicatrici e il senso di colpa sarà solo vostro''.

Parole forti, così come il momento in cui ha ripercorso nei dettagli tutte le conseguenze fisiche che l’assunzione di droga comporta per l’organismo umano. Spazio poi alla commozione per il ricordo del padre, morto quattro anni fa, che ha lottato con caparbietà e determinazione per convincerla a raccontare la sua storia e a sensibilizzare i giovani. ''Era la prima volta che assumevo droga. Certo, non sempre capita quello che è successo a me ma il punto è proprio questo. Può capitare e si può morire''.

La location scelta per l’incontro è stata particolarmente significativa, proprio come hanno ricordato Marina Contino, in rappresentanza della questura, e l’assessore Alessandra Troncarelli: ''Siamo all’interno di una discoteca e nessun’altro luogo sarebbe così adatto per raccontare la storia di Giorgia, per ascoltare il suo insegnamento. Ragazzi, rispettate le regole. Divertitevi ma ricordatevi sempre di rispettare voi stessi''. 

Spazio, infine, alle domande, moltissime domande. I tanti ragazzi presenti hanno mostrato grande interesse e partecipazione, curiosi di approfondire una tematica che li riguarda molto da vicino. Potrai avere dei figli? Come hai riconquistato la fiducia dei tuoi cari? Quanto hai sofferto? Come sei riuscita a tornar a sorridere? ''Per quanto tu possa sforzarti, quello che farai non sarà mai abbastanza ma nel mio piccolo provo a fare del mio meglio. All’epoca, così come ora, la società fece molto poco per me, mentre io sto cercando di fare tanto per questa società e per contribuire a cambiarla''.




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