

VITERBO - (To. Z.) ''Sviluppare un'economia di solidarietà tra i commercianti e che possa andare a vantaggio, ed essere sfruttata, anche dai cittadini''.
Forse complessa da far recepire (e accettare) nella sua articolarità e peculiarità, ma comunque proposta interessante quella esposta nella serata di ieri alla Sala Gatti, dove alcuni commercianti - alla fine molto pochi a voler dirla tutta - di Facciamo Centro hanno risposto presente alla chiamata dell'Arcipelago Scec, l'associazione di volontariato che ha come scopo quella di creare una moneta complementare, che possa aiutare a far fronte alle difficoltà di attività commerciali dei cittadini, e rimettere in moto l'economia della città.
Per l'occasione presente Antonio Di Stefano, artigiano operante nel centro storico dal 1995 e presidente di Arcipelago Šcec per la zona di Lazio/Abruzzo/Sardegna, che ha così potuto spiegare in larga scala quelli che possono essere i vantaggi nell'aderire a questa iniziativa, gia in vigore in diverse regioni d'Italia.
''Siamo arrivati a un punto per il quale siamo in grado di strisciare solo una carta di credito e approvvigionarci di beni a cui attribuiamo solo il valore dell’offerta commerciale e non il valore qualitativo - ha spiegato Di Stefano - lo Scec si può considerare un buoni di solidarietà che cammina, un atto di fiducia circolare che può essere agganciato a se come una catena di Sant'Antonio. Questi - ha proseguito - possono determinare rciproci benefici economici, che possono andare a vantaggio di tutti gli aderenti''.
Lo Šcec, acronimo di Solidarietà che Cammina, è un buono sconto che viene stampato ed elargito dall’associazione. Si presenta come una banconota di carta, e può far usufruire di uno sconto che va dal 10 al 30% in base alla capacità dei negozianti di accettare questi buoni secondo le proprie possibilità reali di effettuare una riduzione di prezzo.
Per capire meglio: se si spendono 50 euro in un esercizio commerciale convenzionato che attuta il 20% di accetazione sulla ''moneta complementare'', il conto finale risulterà di 40 euro. Si possono presentare insieme alla moneta corrente, e possono essere ultilizzati in molteplici attivita, sempre se convenzionate.
''Per fare richiesta basta iscriversi all'associazione - riprende Di Stefano - il costo per l'aziende è di 10 euro e 10 Scec all'anno. Ma è possibile anche trovare altre forme o soluzioni più vantaggiose. La cosa più più importante è che le persone capiscano che così facendo si può creare un piccolo circuito che a conti fatti può aiutare tutti''.
A differenza dei punti/buoni sconto della Grande distribuzione organizzata dove il beneficio dello stesso può essere rispeso solo presso una sola catena o un solo interlocutore, lo Scec, può essere speso in oltre 4500 esercizi in tutta Italia. I soci sul territorio nazionale sono oltre 32000 e sono continua crescita. A Viterbo e provincia attualmente ci sono 95 attività e oltre 500 clienti/soci fruitori iscritti.