

VITERBO – Un licenziamento, la ripartenza come artigiano e poi il lockdown per il coronavirus e la beffa. Pietro Lampignano, viterbese ex lavoratore dalla Uno più, da marzo è fermo come migliaia di altri lavoratori. Avendo partita Iva, nelle scorse settimana, ha fatto richiesta dei 600 euro che lo Stato ha messo a disposizione per fronteggiare l'emergenza economica legata al covid 19. Un aiuto che gli è stato negato. ''Percepisco 294 euro di pensione di invalidità sul lavoro – racconta - e questo mi impedisce di accedere ai 600 euro''. 294 euro al mese con i quali in questo periodo dovrebbe mantenere una moglie disoccupata e due figli.
Da qui l'amaro sfogo sui social: ''Volevo fare una domanda, vi sembra giusto che un artigiano titolare di partita Iva che percepisce una pensione di invalidità sul lavoro di 264,59 euro con moglie disoccupata e due figli a carico obbligato e costretto a non lavorare per una pandemia mondiale, non ha diritto alle 600 euro ?
E poi professionisti che non si sono mai fermati e titolari di aziende che i lavoratori li mettono in cassa integrazione e hanno villa con piscina, donna di servizio e belle macchine in garage, hanno già incassato le 600 euro !!! Sono io che non capisco un c.. o qui c'è qualcosa che non va ?''