

VITERBO – Promozione delle iniziative culturali ''adottate'' dal Comune, una vera e propria croce per Palazzo dei Priori. Difficile per l’amministrazione riuscire a costruire una copertura economica che renda possibile non solo l’andare in porto dell’evento di turno ma anche una proporzionata comunicazione. E il nodo, ormai il suo presentarsi è routine, è tornato al pettine in occasione di ''Tra Forma e Segno''.
Quadri firmati da grandi nomi dell’arte internazionale, il ragguardevole numero di una settantina di opere provenienti dalle collezioni di San Marino e del fondo Scudo, e zero euro per la promozione. Il che è francamente uno scandalo. Ma in passato è accaduto anche di peggio: macchina della comunicazione messa in moto e poi lasciata a bocca asciutta. Veniamo al dunque.
Corre il Natale 2014 e l’amministrazione Michelini decide di puntare forte sull’arte. Inaugurano la stagione delle mostre con ''Sacro e Profano''. Iniziativa che ha una sua logica, anche quella costata diverse decine di migliaia di euro, e nella stanza dei bottoni capiscono che fare una cosa e non comunicarla non produce grandi risultati.
Così l’assessore Antonio Delli Iaconi dà mandato di dare luogo a una campagna promozionale sui giornali locali. In fretta e furia vengono richiesti preventivi ai principali quotidiani, cartacei e online, quindi si procede con l’approvazione e l’uscita pubblicitaria. Peccato che a distanza di un anno e passa quell’azione di comunicazione non sia stata ancora pagata. Parliamo di cifre che si aggirano intorno alle poche centinaia di euro per testata, che però non sono state saldate. Il ''biscotto'' è stato rifilato anche a questo quotidiano, lo aggiungiamo per correttezza ma ovviamente non siamo gli unici: siti più o meno grandi sono ancora in attesa del saldo.
Inutili gli scambi con il personale del Comune, le continue telefonate e le email di sollecito. Dagli uffici comunali nessuna risposta sensata e soprattutto nessun risultato. Si crea un vero e proprio giallo. Non si capisce più se manca la delibera che dispone i fondi per finanziare la comunicazione dell’iniziativa o se a non esserci sia più semplicemente la copertura economica. Fatto sta che tutto è rimasto sospeso, in una sorta di limbo dove chi deve pagare per una prestazione richiesta e utilizzata preferisce fare finta che nulla sia accaduto. Dall’altra parte i giornali non l’hanno presa bene ma di fatto si ritrovano imprigionati in una situazione d’impotenza. Vale la pena attivare le procedure di legge per recuperare poche centinaia di euro?
Sul mercato puro tutto ciò avrebbe fatto poco scalpore ma che ad assumere questo atteggiamento sia il Comune qualche imbarazzo e problema etico lo crea. O quantomeno dovrebbe porlo.
Possibile che a Palazzo dei Priori si sia imposta la moda del voler fare le nozze con i fichi secchi? Pare di sì e nei casi peggiori si è arrivati addirittura alla realtà che i fichi secchi siano fatti addirittura pagare dai fornitori degli stessi. E in questo scenario c’è l’urgenza di far conoscere l’esistenza della nuova mostra all’ex mattatoio di Valle Faul e di trovare una soluzione per il futuro.
L’idea di realizzare periodicamente mostre di livello non può che essere apprezzabile ma parallelamente sarebbe il caso di coltivare in Comune la cultura di come il tutto deve essere curato e promosso. Senza lasciare ''buffi'', possibilmente. Si sta parlando pur sempre di un ente che dovrebbe dare l’esempio all’interno del tessuto sociale in cui opera e simili ''figure'' non fanno certo bella immagine.