ANNO 16 n° 196
Come la CIE Sta Cambiando l'Accesso ai Servizi Digitali in Italia

La Carta d'Identità Elettronica non è più soltanto un documento da mostrare allo sportello. Negli ultimi anni è diventata la chiave con cui i cittadini italiani accedono a certificati, pratiche comunali e, sempre più spesso, servizi che fino a poco tempo fa restavano fuori dal perimetro della Pubblica Amministrazione. Anche nella Tuscia, tra i Comuni della provincia di Viterbo, questo cambiamento si vede ormai nei totem digitali installati negli uffici anagrafe e nei nuovi sportelli self service.

Una carta che ha già superato quella cartacea

Ad aprile 2026 le CIE effettivamente in corso di validità erano circa 54,5 milioni, oltre il 92% della popolazione italiana, secondo le stime dell'Osservatorio Digital Identity and Wallet del Politecnico di Milano. Il microchip contiene i dati anagrafici e la componente elettronica necessaria per firmare digitalmente o autenticarsi online: non serve più portare fotocopie del documento o compilare moduli a mano, basta avvicinare la carta a un lettore o a uno smartphone compatibile. Per chi vive fuori dai grandi centri, questo significa risparmiare tempo e viaggi verso uffici spesso lontani da casa.

Il 3 agosto 2026 e l'addio parziale al documento cartaceo

Il regolamento europeo 1157/2019 impone requisiti di sicurezza più stringenti per i documenti di identità e fissa al 3 agosto 2026 il termine dopo il quale le vecchie carte cartacee non valgono più per l'espatrio. Secondo il Ministero dell'Interno, la CIE resta l'unico documento fisico e digitale certificato dallo Stato, prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il Consiglio dei Ministri ha poi previsto una proroga per gli usi interni: le carte cartacee non ancora scadute restano valide nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, ma non per i viaggi fuori dai confini nazionali. Per i Comuni più piccoli, alle prese con agende degli appuntamenti già piene, la proroga ha allentato una pressione che rischiava di bloccare gli uffici anagrafe durante l'estate.

Dove la CIE si sta muovendo oltre lo sportello comunale

L'uso della carta è uscito dal solo ambito pubblico. Banche e piattaforme di pagamento la accettano ormai come metodo di verifica dell'identità, al posto della fotocopia del documento cartaceo. Anche nel settore del gioco regolamentato la tendenza si sta facendo strada: tra gli operatori con licenza ADM che hanno introdotto la verifica elettronica, cresce l'attenzione verso i casinò con CIE, che permettono un'iscrizione più rapida rispetto all'invio di documenti scansionati. Resta comunque valida la regola di base: qualsiasi servizio online che richieda l'identità digitale del cittadino deve garantire gli stessi standard di sicurezza previsti dalla Pubblica Amministrazione.

SPID e CIE, la stessa chiave per porte diverse

SPID resta il sistema più diffuso per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, ma la CIE si sta ritagliando uno spazio proprio perché è già nel portafoglio di milioni di cittadini. Le due identità digitali sono equivalenti agli occhi della legge; cambia solo lo strumento necessario per attivarle, una password nel caso di SPID, il chip della carta nel caso della CIE. Molti Comuni della provincia di Viterbo hanno scelto di offrire entrambe le opzioni negli stessi sportelli, lasciando al cittadino la scelta più comoda.

Le nuove regole per chi ha più di settanta anni

Dal 30 luglio 2026 la CIE rilasciata a chi ha almeno settanta anni ha validità illimitata e resta utilizzabile anche per l'espatrio, come stabilito dal decreto legge 19 del 2026. Il certificato di autenticazione, però, mantiene comunque una validità di dieci anni dal rilascio; chi vuole continuare a usare la carta per i servizi online dovrà quindi rinnovarlo anche se il documento fisico non scade più. Per i Comuni della Tuscia, con una popolazione più anziana della media regionale, la novità riduce sensibilmente il numero di rinnovi da gestire ogni anno.

La Tuscia investe sui totem digitali

L'installazione di totem multifunzione accessibili con SPID o CIE ha già raggiunto diversi centri della provincia, da Viterbo a Tarquinia. Come raccontato in un approfondimento di Viterbo News 24 sullo sportello digitale di Tarquinia, questi strumenti permettono di richiedere certificati anagrafici, iscrizioni alle liste elettorali e autocertificazioni senza passare dallo sportello tradizionale. È un tassello che si aggiunge al percorso di digitalizzazione avviato da altri gestori locali, con l'obiettivo di rendere l'accesso ai servizi più semplice anche nei centri minori.

Cosa cambia per chi vive nei piccoli comuni

Per i residenti dei borghi della Tuscia, dove gli uffici comunali aprono con orari limitati, la combinazione di CIE e strumenti digitali riduce le code e gli spostamenti. Il prossimo passo, secondo quanto annunciato dai gestori dei servizi locali, riguarda l'estensione dei totem alle aree ancora scoperte del territorio, così da raggiungere anche i quadranti più periferici della provincia. La carta, nata come semplice documento di identità, si è trasformata in uno strumento quotidiano di accesso ai servizi, dentro e fuori il Comune.




Facebook Twitter Rss