ANNO 16 n° 272
Come funziona la nuova Champions League: i pro e contro

La prossima sarà una stagione storica per l’intero calcio europeo. Il motivo è presto detto: da settembre 2024, infatti, cominceranno le tre manifestazioni continentali con un nuovo formato. Si tratta di una vera e propria rivoluzione per la Champions League, l’Europa League e la più giovane Conference League, inaugurata solo a partire dalla stagione 2021-22. Qui ci concentreremo in particolare sulle regole della nuova Champions e su quali possono essere i pro e contro per le squadre coinvolte, oltre che per gli appassionati di tutto il mondo.

La più grande novità riguarda l’addio alla fase a gironi, unita all’aumento delle squadre partecipanti che passano da 32 a 36. La formula sarà quella di un campionato in cui tutte le formazioni saranno coinvolte nella mega classifica. Ogni club giocherà otto partite nella prima fase anziché sei ed affronterà due squadre per ogni fascia, con il sorteggio a stabilire avversarie e gare da giocare in casa (quattro) o in trasferta (sempre quattro). Una volta terminata la prima fase, ovvero a gennaio – mese in cui di solito la Champions è ferma – verrà stilata la classifica generale. Le prime otto sono qualificate agli ottavi di finale, le squadre dalla posizione 9 alla posizione 16 accedono ai playoff da teste di serie, quelle dalla posizione 17 alla posizione 24 vanno ai playoff da non teste di serie, quelle dalla posizione 25 alla posizione 36 tornano a casa. Sì, esatto, a casa: abolite le retrocessioni nelle altre coppe europee. Da questo momento in poi, dopo i playoff, il formato torna quello di sempre a partire dagli ottavi di finale.

Fra i principali benefici, c’è sempre una componente di affascinante imprevedibilità che caratterizza ogni innovazione in tornei di questo livello. Per tale motivo, fare un pronostico sarà ancora più difficile e stimolante, magari sfruttando i welcome bonus scommesse. Difficile che ci siano partite “inutili” come capitava nello scorso formato, quando ci si trovava con squadre già qualificate (solitamente le big) dopo quattro partite. Adesso, invece, ogni punto sarà vitale per rimanere nella competizione o per ottenere un piazzamento migliore in classifica. Adrenalina per tutta la Champions, insomma, e non solo dagli ottavi in poi. E poi finalmente – anche nella prima fase – si potranno scontrare squadre di prima fascia tra loro.

Fra i contro, non possiamo ignorare l’ulteriore ingolfamento a livello di calendari e di partite disputate fra i club. Se nel formato precedente il massimo delle gare giocate era di 13, adesso sarà di 17 viste le due partite in più nella prima fase e l’introduzione dei playoff. Questo mette a rischio l’incolumità dei giocatori e potrebbe abbassare il livello delle prestazioni per le troppe partite giocate, come abbiamo notato anche durante gli ultimi Europei in Germania. Pensiamo al caso dell’Inter o della Juventus che nella prossima stagione potrebbero arrivare – nel migliore dei casi per loro – a giocare fino a 70 partite, vista la partecipazione a cinque manifestazioni: Serie A, Champions League, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Mondiale per Club, quest’ultimo da disputarsi negli Stati Uniti durante l’estate 2025 come appendice stagionale.




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