ANNO 16 n° 273
Comal, 63 dipendenti rischiano il lavoro
L'azienda metalmeccanica di Montalto ha aperto le procedure di mobilitą

VITERBO - La Comal Srl, azienda metalmeccanica di Montalto di Castro che occupa 104 dipendenti, ha aperto le procedure di mobilità dichiarando l’intenzione di licenziare 63 dipendenti. A lanciare l'allarme sono i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil.

L’Azienda lavora dal 1986 ed opera su tutto il territorio nazionale, anche se storicamente è particolarmente legata alle manutenzioni delle centrali Enel di Montalto di Castro e Civitavecchia, nel comparto delle installazioni impiantistiche meccaniche.''

''Le commesse dai clienti storici, come Enel, Tirreno Power, Acea, Ansaldo, Alstom Power hanno subito un forte ridimensionamento e insieme alla crisi di liquidità derivante in parte dal ritardo/mancato pagamento di alcuni clienti ed in parte dalla “truffa” del fotovoltaico che ha investito anche il consorzio di cui faceva parte la Comal, ha determinato, per l’azienda la necessità di ridurre il personale - dichiarano le sigle sindacali -, nel tentativo di preservare, se possibile, le strutture e riposizionarsi sul mercato con un costo operativo più basso tale da permettere una partecipazione più concorrenziale alle eventuali, future gare di appalto''.

Ieri, su richiesta dei sindacati si è tenuto un incontro con il Sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci che ha dato la massima disponibilità nel cercare soluzioni appropriate per risolvere il problema occupazionale, contemporaneamente all’impegno di chiedere un immediato incontro con Enel, ai massimi livelli, per capire meglio quali sono le intenzioni rispetto alla Centrale di Montalto e fare chiarezza sul destino della centrale stessa e sulle varie voci che si rincorrono rispetto al suo futuro, oltre ad avere rassicurazioni sulla soluzione immediata dei ritardati pagamenti a Comal.

''Abbiamo deciso di intraprendere tutte le azioni possibili affinché i licenziamenti di Comal Srl non passino inosservati ma trovino luoghi di discussione idonei per trovare soluzioni appropriate - avvertono i sindacati -. Non possiamo rimanere silenti di fronte alla crisi che colpisce così duramente la nostra Provincia''.

''Siamo convinti che a partire dalle politiche locali e a salire fino a quelle nazionali, il tema del lavoro debba ritornare ad essere l’argomento principale, per cambiare le politiche economiche e finanziarie che ci hanno portato, non solamente loro purtroppo, sull’orlo di un precipizio - aggiungono -. Dobbiamo riallacciare i fili della coesione sociale, della programmazione economica e industriale. Dobbiamo costruire un futuro migliore e diverso per il nostro paese''.

''Dobbiamo ridare fiducia e speranza al paese, ai lavoratori e pensionati , agli studenti, ai giovani, ai precari e disoccupati - concludono i sindacati -, che non hanno nessuna colpa se non quella di aver subito colpe e responsabilità altrui''.




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