ANNO 16 n° 297
Civita Castellana, sequestrata officina abusiva con 13 ciclomotori abbandonati
L’intervento dei Carabinieri Forestali in località Fontana Lunga. Rinvenuti motori smontati e ricambi contaminati. Denunciato il responsabile

CIVITA CASTELLANA - Nell’ambito delle attività di controllo del territorio finalizzate al contrasto degli illeciti ambientali e alla tutela del paesaggio, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Civita Castellana (VT) hanno scoperto e sequestrato un’area privata adibita a deposito incontrollato di rifiuti speciali e a officina meccanica priva di autorizzazioni.

L’accertamento dei militari forestali è scattato in località Fontana Lunga, nelle pertinenze esterne di una civile abitazione. Sul posto, i Carabinieri Forestali hanno riscontrato, su una porzione di terreno di circa 20 m², pavimentata unicamente con carta catramata, la presenza di ben 13 ciclomotori in evidente stato di abbandono e disordinatamente ammassati, oltre a interi blocchi motore già smontati e un consistente quantitativo di ricambi meccanici inevitabilmente intrisi di oli minerali esausti e grassi lubrificanti.

Dagli accertamenti svolti è emersa la totale assenza delle prescritte autorizzazioni ambientali per la gestione, lo stoccaggio e il recupero di rifiuti pericolosi derivanti dall'attività di smontaggio e riparazione di veicoli a due ruote. L’intera area e i materiali presenti sono stati posti sotto sequestro penale, mentre proseguono gli accertamenti.

Il responsabile, già noto alle forze dell’ordine, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo per deposito incontrollato e attività di recupero di rifiuti speciali pericolosi, in violazione degli articoli 192 (divieto di abbandono di rifiuti al suolo) e 231 (divieto di abbandono di rifiuti di parti di autoveicoli e ciclomotori), sanzionati dai delitti previsti dagli articoli 256 e 256-ter del D.Lgs. 152/2006, entrambi puniti con pene da uno a cinque anni di reclusione.

L’operazione evidenzia l’importanza primaria di una corretta gestione del ciclo dei rifiuti per la salvaguardia degli ecosistemi: sostanze nocive come idrocarburi, oli esausti, liquidi freni e residui chimici, se stoccati direttamente al suolo o su superfici non a tenuta stagna, comportano il concreto rischio di percolazione, con conseguente inquinamento irreversibile del terreno e delle falde acquifere sotterranee. Tali condotte determinano inoltre un marcato danno al paesaggio, trasformando angoli di pregio rurale o residenziale in discariche a cielo aperto che degradano il decoro e la salubrità del territorio.

I Carabinieri Forestali ricordano infine che l’affidamento della manutenzione dei veicoli a officine regolarmente autorizzate è un passaggio imprescindibile: solo i professionisti abilitati garantiscono interventi meccanici conformi agli standard di legge, essenziali per la sicurezza della circolazione stradale e l'incolumità pubblica, oltre al corretto tracciamento e smaltimento dei rifiuti pericolosi derivanti dalle lavorazioni.

L’indagato, allo stato attuale, risulta essere solamente indiziato di delitto e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, lo stesso sarà, eventualmente, riconosciuto colpevole, in maniera definitiva, del reato ascrittogli. Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.




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