ANNO 16 n° 272
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''Ciro vive con noi''
Inaugurata ieri pomeriggio la sede nel Napoli Club Viterbo

di Antimo Verde

VITERBO - Una pennellata di azzurro colora la domenica viterbese.  È stata inaugurata ieri pomeriggio la prima sede ufficiale del Napoli Club Viterbo. Una stanza di sessanta metri quadri, incastonata in uno stabile sulla Cassia Nord (km 88.200, dietro il Centro Edilizia Mimosa), destinata a diventare il sancta sanctorum di tutti i tifosi partenopei di Viterbo e della Tuscia. Televisore e proiettore, bandiere, tante sciarpe appese alle pareti, foto, cimeli, ricordi di mille battaglie calcistiche tra le mura del San Paolo e in giro per l'Italia. Passione, condivisione, aggregazione. Tutto quello che di bello ruota attorno al pallone. E c'è posto anche per la solidarietà.

''Due anni fa ho perso mio padre e ho chiesto di non fare fiori per il funerale – racconta il presidente Pasquale Di Pierno –. I ragazzi del club, a mia in saputa, hanno fatto una colletta per donare una libreria ad Abio Viterbo, l'associazione per i bambini in ospedale. Un gesto splendido''. Il club conta per ora una cinquantina di iscritti ma punta al centinaio, forte dei tanti campani trapiantati nel Viterbese e dei risultati della squadra di Sarri che viaggia a vele spiegate in campionato, prima della classe con un punto di vantaggio sulla Juventus. Sono lontani i tempi bui in cui i tifosi azzurri della Tuscia si riunivano nei ristoranti per seguire le partite, nascosti come carbonari, sempre attenti a contenere gioie e delusioni nel timore di denunce ''infami'' per inquinamento acustico. ''È stata un'attesa lunga sei anni – dice emozionato il presidente –, è partito tutto per gioco al San Paolo, durante un Napoli-Chelsea. Alla fine ce l'abbiamo fatta. Questa è e sarà la nostra casa''.

Le festa dei supporter partenopei è iniziata, e non poteva essere altrimenti, subito dopo il triplice fischio di Napoli-Bologna (3-1 il risultato finale, per la cronaca). Tra le decine di presenti anche un ospite speciale: Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, il giovane tifoso azzurro che ha perso la vita dopo gli scontri avvenuti prima della finale di Coppa Italia 2014 tra Napoli e Fiorentina. ''Per me essere qui a Viterbo – dice la signora Leardi a Viterbonews24 – significa conoscere una parte della grande famiglia, sparsa un po' in tutto il mondo, dei tifosi del Napoli. Una famiglia che per me è uno scopo di vita. Essere qui significa ricordare Ciro e ricordare il suo amore. La mia missione è quella di non far dimenticare il sacrificio di mio figlio e mantenere viva la passione che aveva e che accomuna tutte queste persone''. Un filo speciale lega la famiglia Esposito e Viterbo, città dove il ragazzo aveva svolto il servizio di leva.  ''Ho un ricordo bellissimo, è stato l'unico figlio che ha fatto il militare, stava nell'aeronautica. Quando ho ricevuto l'invito di Pasquale non ho potuto dire di no. Tornare qui, nei luoghi dove ha vissuto, è stata una doppia emozione''.




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