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“Questo nuovo medioevo in cui è caduta la nostra città e doloroso per tutti” con questa frase pesante come un macigno ha esordito Luisa ciambella questa mattina durante l’inaugurazione del quartier generale della lista civica Per il bene comune, situata in via Piero della Francesca nel quartiere Santa Barbara.
“Oggi finalmente abbiamo il decreto che ci dice che finalmente il 12 e il 13 giugno i viterbesi torneranno alle urne per scegliere una guida per la loro città e ancora oggi si sente parlare di visioni e di allegre ammucchiate che per la mia esperienza sono cose finalizzate solamente a vincere a tutti i costi e con qualsiasi mezzo, ma questo sistema alla fine non produrrà quello che i cittadini si aspettano, ovvero la governabilità e il mettere al centro gli interessi di tutti”
Poi a Ciambella ha sottolineato l’importanza dell’esperienza per chi si candida.
“Bisogna dire con grande umiltà che anche chi si candida ad amministrare la cosa pubblica deve avere un’esperienza altrimenti si rischia di avere al massimo dei buoni propositi o nel peggiore dei casi di sommare una serie di ire sociali di diverso tipo che poi non sfociano in nessuna soluzione.
Il nostro è un progetto per guidare la città alle nostre condizioni, che significa alle condizioni dei cittadini – ha continuato la candidata – che non devono rassegnarsi ad avere condizioni, questa è una città, una provincia dove i diritti sono stati completamente rimossi e sostituiti dalle concessioni ,e noi non siamo persone abituate alle concessioni.”
Dopo essersi tolta qualche sassolino dalla scarpa Luisetta è entrata nel vivo del programma elettorale ma sull’identità dei candidati ancora tutto tace.
“La prossima settimana presenteremo i candidati di due liste civiche: Per il bene comune e Viterbo la splendida e fin da ora vi posso dire che sono tutte persone scelte perché sono persone abituate a fare la differenza, competenti e pronte a prendersi un pezzo di responsabilità”
Sociale, lavoro e sicurezza sono i punti fondamentali del programma elettorale targato Ciambella.
“Dopo la pandemia la situazione economica degli Italiani e disastrosa - ha continuato a dire – noi dobbiamo prenderci cura di chi non ce la fa e Viterbo diventerà una cittadella della solidarietà perché oltre al lavoro di tante associazioni come la Caritas o l’emporio solidale o le stesse parrocchie questo dramma è tutto in capo alle associazioni o ai volontari e non è possibile che le istituzioni restino a guardare e noi daremo voce a tutti quelli che nessuno ascolta.
Anche la mancanza di lavoro è un grande problema, ovviamente il comune non può dare lavoro, può pero favorire le imprese che sono quelle che stanno soffrendo e bisogna agevolarle anche rendendo le comunicazioni con gli uffici comunali più rapide ed efficienti e qui anche dovremo inserire un criterio di equità ed efficienza, infine – ha concluso la candidata – la questione del centro storico, tutti lo vogliono ripopolare, bisogna capire pero come farlo, perché non si posso annullare con un colpo solo vent’anni di politiche di esodo di mortificazione non lo cancelli con un anno e anche su questo bisognerà dire la verità alle persone, devono esserci misure precise che partono del decoro, dal riprendersi il controllo fisico della citta, con la collaborazione delle forze pubbliche ma anche con i controlli delle residenze per capire perché solo in alcune zone si verificano questi fenomeni, e capire se gli affitti sono regolari è un passo verso questo senso, infine aiutare chi vuole aprire le attività in centro studiando agevolazione su base triennale e favorendo gli affitti ad equo canone”.
VITERBO - “Questo nuovo medioevo in cui è caduta la nostra città, è doloroso per tutti”, con questa frase pesante come un macigno ha esordito Luisa Ciambella questa mattina durante l’inaugurazione del quartier generale della lista civica Per il bene comune, situata in via Piero della Francesca nel quartiere Santa Barbara.
“Oggi finalmente abbiamo il decreto che ci dice che finalmente il 12 giugno i viterbesi torneranno alle urne per scegliere una guida per la loro città, e ancora oggi si sente parlare di visioni e di allegre ammucchiate che, per la mia esperienza. Sono cose finalizzate solamente a vincere a tutti i costi e con qualsiasi mezzo, ma questo sistema alla fine non produrrà quello che i cittadini si aspettano, ovvero la governabilità e il mettere al centro gli interessi di tutti”.
Poi la Ciambella ha sottolineato l’importanza dell’esperienza per chi si candida.
“Bisogna dire con grande umiltà che anche chi si candida ad amministrare la cosa pubblica deve avere un’esperienza, altrimenti si rischia di avere al massimo dei buoni propositi o nel peggiore dei casi di sommare una serie di ire sociali di diverso tipo che poi non sfociano in nessuna soluzione.
Il nostro è un progetto per guidare la città alle nostre condizioni, che significa alle condizioni dei cittadini – ha continuato la candidata – che non devono rassegnarsi ad avere condizioni, questa è una città, una provincia dove i diritti sono stati completamente rimossi e sostituiti dalle concessioni, e noi non siamo persone abituate alle concessioni”.
Dopo essersi tolta qualche sassolino dalla scarpa Luisetta è entrata nel vivo del programma elettorale ma sull’identità dei candidati ancora tutto tace.
“La prossima settimana presenteremo i candidati di due liste civiche: ''Per il bene comune'' e ''Viterbo la splendida'' e fin da ora vi posso dire che sono tutte persone scelte perché sono persone abituate a fare la differenza, competenti e pronte a prendersi un pezzo di responsabilità.'
Sociale, lavoro e sicurezza sono i punti fondamentali del programma elettorale targato Ciambella.
“Dopo la pandemia la situazione economica degli Italiani è disastrosa - ha continuato a dire – noi dobbiamo prenderci cura di chi non ce la fa e Viterbo diventerà una cittadella della solidarietà perché, oltre al lavoro di tante associazioni come la Caritas o l’emporio solidale o le stesse parrocchie, questo dramma è tutto in capo alle associazioni o ai volontari e non è possibile che le istituzioni restino a guardare e noi daremo voce a tutti quelli che nessuno ascolta.
Anche la mancanza di lavoro è un grande problema, ovviamente il comune non può dare lavoro, può però favorire le imprese che sono quelle che stanno soffrendo e bisogna agevolarle anche rendendo le comunicazioni con gli uffici comunali più rapide ed efficienti e qui anche dovremo inserire un criterio di equità ed efficienz. Infine – ha concluso la candidata – la questione del centro storico, tutti lo vogliono ripopolare, bisogna capire però come farlo, perché non si possono annullare con un colpo solo vent’anni di politiche di esodo di mortificazione, anche su questo bisognerà dire la verità alle persone. Devono esserci misure precise che partano del decoro, dal riprendersi il controllo fisico della città, con la collaborazione delle forze pubbliche ma anche con i controlli delle residenze per capire perché, solo in alcune zone, si verificano questi fenomeni, e capire se gli affitti sono regolari. E' un passo verso questo senso, infine aiutare chi vuole aprire le attività in centro studiando agevolazione su base triennale e favorendo gli affitti ad equo canone”.