

VITERBO – ''Ci asteniamo per garantire i diritti''. Queste le parole con cui Mirko Bandiera, presidente della Camera penale di Viterbo, ha aperto la conferenza stampa con la quale è ufficialmente iniziato lo sciopero nazionale, che durerà fino al 4 di dicembre, da parte di larga parte degli avvocati iscritti alla Camera penale di tutta Italia. Presenti, oltre a Bandiera, il vicepresidente Marco Valerio Mazzatosta, il segretario e tesoriere, Carlo Mezzetti e il consigliere Luigi Mancini.
''Siamo qui per dire no agli ormai consolidati processi mediatici con immediata diffusione di immagini degli arresti più clamorosi e del materiale delle indagini preliminari dotati di particolare efficacia all'allungamento dei termini di prescrizione. Vogliamo un più razionale impiego delle risorse umane ed economiche in dotazione alla giustizia e maggiori equilibri per il Csm (Consiglio superiore della magistratura), con nuove regole che limitino in maniera rigorosa il passaggio dalla magistratura alla politica. Non siamo favorevoli all'uso indiscriminato del processo a distanza e a riforme che intacchino il diritto ad appellare le sentenze di condanna''. Questo il concetto espresso da Bandiera, e che ha trovato l'appoggio di tutte le cariche del direttivo presenti.
Nell'ambito della conferenza è stata presentata anche ''La Giornata dei Braccialetti'', iniziativa nazionale sposata da tutti i presidi dei Palazzi di Giustizia d'Italia.
''Un altro pasaggio fondamentale questo, che potrebbe aiutare a snellire il processo giuridico e aiutare anche gli stessi avvocati - ha detto il vicepresidente Mazzatosta -. Ci sono tanti episodi in cui è violato il diritto di poter essere fuori dal carcere proprio per la mancanza di questa applicazione. A Viterbo sono stati concessi pochi bracciali, solo sette o otto - ha concluso - lo Stato dovrebbe stanziare più fondi per migliorare una possibilità che aiuterebbe entrambe le parti''.