ANNO 16 n° 273
Chiusura scuola, Parroncini: “Campagna
di discredito verso
dirigente scolastica''

VITERBO - “La campagna di discredito condotta dal sindaco Roberto Mancini nei confronti del dirigente scolastico Paola Adami sta assumendo, giorno dopo giorno, toni e forme assolutamente pretestuosi e improvvidi, completamente destituiti di fondamento e legittimità. Per questo ho presentato un’interrogazione all’assessore competente in materia di istruzione, Gabriella Sentinelli, per porre fine a una disputa gravemente lesiva della dignità e dell’operato della dirigenza scolastica dell’istituto omnicomprensivo Fratelli Agosti”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, in merito alla chiusura della prima classe della scuola primaria di Civitella d’Agliano.

Ecco come sono andate le cose. “Il dirigente scolastico – dice Parroncini - in base alla disposizioni vigenti ha provveduto a porre in essere la normale procedura in merito alle iscrizioni alla prima classe. Al 20 febbraio, ultimo giorno disponibile, per l’anno scolastico 2012-2013 avevano chiesto l’iscrizione dieci bambini. L’ufficio quindi provvedeva all’inserimento dei dati seguendo le istruzioni dell‘Ufficio scolastico regionale”.

Il quale, il 19 aprile ha reso noto l’elenco delle classi autorizzate: per Civitella d’Agliano non risultava autorizzata la classe prima per insufficienza di iscrizioni, ma venivano confermate tutte le altre seppur in condizione di sottodimensionamento. Su questo è stata anche convocata un’assemblea pubblica il 15 maggio, per informare i genitori, cui è stato invitato il sindaco. “Mancini invece ha subito iniziato a promuovere una serie di iniziative e a fare dichiarazioni – continua Parroncini - per mettere in discussione il ruolo e la funzione svolte dal dirigente scolastico. Il tono delle prese di posizioni era ispirato ad una evidente volontà di discredito e attacco”.

Tra queste iniziative un bando di assegno di borse di studio per l’iscrizione alla prima classe, a tempo ormai scaduto. “Il dirigente scolastico, conformemente alle norme, ha fatto notare che un tale avviso non poteva essere affisso nei locali della scuola per due motivi: le iscrizioni erano già scadute e il piano di dimensionamento aveva già certificato la soppressione della prima classe. E poi questa mossa lasciava prefigurare una sorta di “campagna di acquisto” delle iscrizioni, che sarebbe avvenuta fuori dalle regole e secondo il principio della monetizzazione del diritto allo studio”.

Da qui l’interrogazione. “L’operato del dirigente scolastico – conclude Parroncini - si è svolto secondo le norme, senza spazio di discrezione, seguendo quanto stabilito dall’Ufficio scolastico regionale. La soppressione della prima classe non è quindi imputabile alla volontà della dirigenza scolastica. Altri Comuni sono stati penalizzati perché non hanno raggiunto il numero di alunni previsto. La Regione deve quindi spiegare quali provvedimenti intende assumere nei confronti dell’Ufficio scolastico regionale per fare piena chiarezza sullo svolgimento dei fatti e porre fine a una disputa gravemente lesiva della dignità e dell’operato della dirigenza scolastica”.




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