ANNO 16 n° 276
Il pubblico di Medioera all'iCult
Chiusa con successo la VI edizione di Medioera
Il bilancio e i ringraziamenti degli organizzatori

Da Medioera riceviamo e pubblichiamo

VITERBO - Si è conclusa ieri la sesta edizione di Medioera, il festival della cultura digitale e dell'innovazione che da qualche anno si è affermato nell'opinione pubblica come un must della Tuscia culturale.

La prima novità di #Medioera15, come anticipato nella conferenza stampa di presentazione, è stata la location. L'ICult, l'incubatore culturale Bic Lazio ha fatto da cornice e da palcoscenico ideale ad una manifestazione con la quale condivide gli intenti e lo spirito di innovazione.

Chiaro sin da subito il presupposto del festival: la voglia di rilanciare un territorio con un importante patrimonio da valorizzare e una forte tradizione alle spalle per fare di Viterbo la capitale italiana della cultura digitale.

Non siamo sognatori o idealisti ma siamo ambiziosi e soprattutto attivi.

La cultura digitale è anche un'idea ma è soprattutto comunicazione, condivisione, sperimentazione, novità. Medioera si nutre di tutto questo.

Abbiamo voluto raccontare con strumenti differenti una storia a più voci, quella di una fetta dello stivale che si muove e che non è provinciale ma diventa virale, diventa un tweet, un post, persino Trend Topic e fa parlare di sé alla radio e in TV, fa eco sino a Matera, a Milano, a Tel Aviv.

Senza dubbio, la presenza di ospiti internazionali come Guy Gash e Yadin Katz ha alzato lo spessore culturale della manifestazione dandole una maggiore visibilità a livello mediatico e un pubblico più numeroso e critico.

È doveroso per noi ringraziare tutti quanti gli ospiti che hanno disegnato la fisionomia di Medioera 2015. Ogni performance è stata diversa dall'altra e ogni storia ha avuto un suo linguaggio comunicativo, proprio da questa pluralità transmediale nasce l'anima dello storytelling, non a caso il tema di quest'anno.

Dunque alla domanda cosa è stato Medioera 2015 ci sarebbero troppe risposte da dare e troppe trame da narrare.

È stato formazione per gli studenti, è stato Startup Night e opportunità per i giovani del social Media team, è stato dibattito stracult, è stato marketing territoriale, è stato destra e sinistra insieme, è stato ironia, é stato #nofilter, networking, instameet, droni, Medioera è Stato Mauro, Massimiliano, Marco, Claudio, Silvia, ma fondamentelmente è stato sinergia tra scena e retroscena.

Tutti indistintamente protagonisti di due palcoscenici nello stesso istante: quello reale dell’ICult e quello virtuale dei social network. Uno status comune di iperconnessione frenetica e condivisa che ha raccontato ogni microstoria in un tweet, in una foto e in un bicchiere di buon vino.

 

 

 

 

 




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