ANNO 16 n° 275
La caserma dei vigili del fuoco di Viterbo
Chiude i battenti
il nucleo sommozzatori
dei vigili del fuoco
Il segretario del Conapo Cannone:
''Verrą soppresso un'eccellenza''

Riceviamo e pubblichiamo

Un altro pezzo della sicurezza istituzionale del nostro territorio sta per essere soppresso. E precisamente il prossimo 16 dicembre, a seguito del nuovo riordino del Corpo Nazionale vigili del fuoco quando verrà chiuso definitivamente il nucleo sommozzatori.

Dopo un breve periodo di osservazione fatto dall'Amministrazione degli Interni i capi dei vigili del fuoco hanno deciso che i sommozzatori di Viterbo che svolgono attività presso la Regione Lazio e la Regione Umbria saranno definitivamente soppressi.

I tagli che dovevano essere fatti in linea trasversale, oggi sembra che vengano fatti principalmente sulla sicurezza e sui servizi più vicini e diretti ai cittadini.

Da tempo il Co.na.po. denuncia la carenza di personale, i tempi a volte biblici per raggiungere i luoghi di intervento sulla nostra vasta provincia ma in un modo o nell'altro siamo sempre riusciti ad accontentare tutti, anche se a volte nelle emergenze più vaste, come i recenti nubifragi, molti cittadini hanno dovuto aspettare ore.

Ora la decisione di risparmiare sui sommozzatori, sembra veramente troppo, la professionalità di questo gruppo di persone è il fiore all'occhiello del corpo e avere il nucleo sul nostro territorio oltre ad essere un vanto è sicuramente una sicurezza.

Strana questa decisione. Da conti fatti già nel 2000 l'organico era sceso da 640 a 534 operatori e attualmente è previsto un ulteriore calo fino a 510 persone, ovvero 24 operatori in meno; realizzando, dicono loro, un risparmio economico a nostro avviso irrisorio a fronte di una consistente riduzione della sicurezza del territorio.

Che dire inoltre che l'Amministrazione vigili del fuoco spende 1.240.000,00 euro (fonti L'Espresso del 11 dicembre 2014) per i suoi due capi e relativi staff, infatti ci ritroviamo con un doppio vertice: un prefetto capo del dipartimento che guadagna 165mila euro annuali e un ingegnere capo del Corpo 140mila.

Dopodichè c'è un folto numero di dirigenti, capi gabinetto, prefetti e viceprefetti che fanno lievitare la spesa e l'intreccio non agevola certo la rapidità di intervento nell'emergenza. Se questa si chiama spending review!

Gianluca Cannone, segretario regionale Co.na.po. 




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