

VITERBO - Chi ha dato l'ordine di tornare al porto di Kerala al capitano della petroliera Enrica Lexie su cui si trovavano i due marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, ora in attesa di giudizio in India ha infranto l'articolo 241 del codice penale.
Per questo motivo il generale Giuseppe Galiano, 76 anni, l'ufficiale ormai in pensione dopo aver prestato servizio presso la Scuola di Applicazione di Torino e quella di Viterbo, aver comandato il comando territoriale distaccato presso il tribunale militare di Torino e infine il distretto Militare di Caltanissetta, il 20 aprile si è presentato alla stazione dei carabinieri di Vetralla per presentare una denuncia che è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Roma.
Secondo il generale, infatti, i due marò, trovandosi sulla petroliera italiana (e quindi su territorio italiano) e in acque internazionali, non dovevano essere riportati sul suolo indiano.
‘’Da quindici mesi mi vergogno della dirigenza militare italiana. – ha dichiarato Galiano - E' ora che qualcuno, a partire dal ministro della Difesa, si assuma la responsabilità dei propri errori. E che quell'ordine sia stato ben più che uno sbaglio è palese. Basta leggere l'articolo 241 del codice penale'.
Platealmente violato stando al generale Galiano. L'articolo 241 recita infatti: 'Attentati contro l'integrità, l'indipendenza o l'unità della Stato, salvo che il fatto costituisca più grave reato: chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza o l'unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni. La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l'esercizio di funzioni pubbliche'.