


VITERBO - Conad è il cinematografo dei Natali felici di molti italiani: basta guardare una sua creazione pubblicitaria, prodotta in vista delle feste più attese, e torna il sorriso ai consumatori. Quest’anno la casa propone… Legami forti, radici salde e idee intense, che non hanno paura di farsi vedere: ça va sans dire, i protagonisti della nuova campagna crossmediale sono un nonno e una nipotina affiatati.
E se qualcuno obietta, sottolinea i dettagli magici e li dichiara troppo impreziositi, un cagnolino scattante rimette tutti al proprio posto: certo, non tutte le case d’Italia hanno un soggiorno addobbato, famiglie compatte e sogni sotto l’albero, ma la tradizione del Natale sentito è certamente madre dell’unione con gli altri, anche davanti alle speranze più vacillanti.
La piccola e industriosa colonna portante dello spot di Conad, inaugurato da pochi giorni per il Natale 2024, è una bambina che si pone una domanda divertente: “Ma i nonni non fanno la letterina a Babbo Natale?”. Il dubbio è esposto mentre colora in una cucina bellissima, con il suo cane che la incoraggia a interrogarsi, riprendendo fedelmente la sua espressione.
Il nonno si beve un tè, ma pare molto pronto a rispondere: “Come no!”, dice alla nipote, rassicurandola mentre stacca un post-it dalla credenza ed esprime il desiderio che vi ha scritto sopra, letto a voce alta, di trascorrere più tempo con lei. “La spedisci tu?”, continua il nonno. Il messaggio è tutt’altro che cerimonioso e circostanziale: la bimba e il suo cane, spalla delle avventure di tutti i giorni, si uniscono in una missione concreta e fantasiosa al contempo, quella di spedire il desiderio a destinazione.
È piacevole come Conad abbia reso pertinente l’abitudine di chiedere un dono a Babbo Natale, stavolta completamente immateriale e non ad uso esclusivo: un legame è un beneficio per le persone che lo sviluppano, ma è anche una tenerezza per chi vi si imbatte osservandolo, una grazia e una sicurezza per la comunità e le relazioni. Una curva crescente nelle statistiche dell’affetto, che ci vedono sempre remissivi nell’esprimere volontà esaudibili.
No, la piccola non ha chiesto l’ennesimo gioco, ma se l’avesse fatto, non sarebbe stato atipico. Babbo Natale rappresenta qui una splendida consuetudine, un collante tra il sogno e la realtà e un momento di maturazione: un personaggio non meglio definito che non dispensa solo regali, ma anche la certezza di trovare in chi è più saggio e meglio disposto alla generosità un valido riferimento.
E la bambina ora che fa? Svuota la sua scatola dei giocattoli (che pare strano a dirsi, ma sono tutti contenuti lì, non sono sparpagliati per le stanze se senza una funzione: lo spettatore è portato a pensare che alla bambina interessino, ma non più dei rapporti autentici), racimola una passata di pomodoro Conad e qualche prodotto di maggiore prestigio e si lascia intendere che ci abbia riempito il contenitore. Con il cane sulla box di eccellenze italiane, anche incartata a dovere, la piccola spinge il dono sotto l’albero, usando tutta la sua forza e il suo amore per le sorprese.
È Natale. Il nonno è arrivato, in casa è tempo di aprire i doni. Quasi per scherzo, la bambina gli porge il pacchetto, meravigliandosi con i suoi occhi blu. Il nonno scarta, tira fuori delle cipolle, vede del cibo al suo interno e lo stesso post-it su cui aveva scritto il suo desiderio: davanti, ed è quasi bizzarro, eccovi segnata una lista della spesa. Dietro, però, c’è il suo dolce messaggio e un cuore tracciato a penna, una squisita licenza artistica della nipotina.
“È proprio quello che volevo!” Esclama il nonno. Ormai nemmeno il claim ha più segreti: “Ogni gesto d’amore è un gesto speciale”, questo è il degno finale di un percorso promozionale e al contempo di introspezione, in cui la forza di un marchio storico non si aggrappa a una strategia che lo innalza sui concorrenti, ma su chi lo sceglie, se ne serve per giocare, lo vive. Lo umanizza: Pubblicittà, non da meno, augura alle lettrici e ai lettori del ViterboNews una magica sinergia con lo spirito del Natale!