ANNO 16 n° 274
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Ceramica: vescovo
apre corteo di protesta
La manifestazione organizzata dagli otto sindaci del distretto industriale

VITERBO - ''Gli operai fanno parte della Chiesa e la Chiesa è parte integrante del mondo del lavoro''. Lo ha detto, tra gli applausi di centinaia di operai, monsignor Romano Rossi, vescovo di Civita Castellana, ponendosi alla testa del corteo di protesta, organizzato dagli otto sindaci del distretto industriale ceramico, per chiedere il riconoscimento dello stato di crisi. ''Questo territorio - ha aggiunto il vescovo - non deve essere abbandonato dalle istituzioni, perché è in gioco il futuro di migliaia di famiglie e di alcune comunità''.

Accanto al vescovo c'era il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, seguito dai primi cittadini degli altri comuni del distretto: Castel Sant'Elia, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi e Sant'Oreste (Roma). Nel lungo corteo che ha attraversato tutto il centro storico, anche numerosi imprenditori e i rappresentanti dei partiti.

''Chiediamo lo stato di crisi - ha detto il sindaco Angelelli - perché consentirebbe ai lavoratori di ottenere la proroga della cassa integrazione, il prepensionamento di quelli più anziani e l'indennità di mobilità. Le aziende, inoltre, otterebbero importanti sgravi fiscali''.

I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Miranda Perinelli, Rosita Pelecca e Giancarlo Turchetti, hanno sollecitato la Regione Lazio ad approvare al più presto la mozione sottoscritta dai consiglieri regionali viterbesi che prevede appunto il riconoscimento dello stato di crisi.

Il provvedimento è stato chiesto anche da Unindustria Viterbo. ''Nel 2010 - ha detto il presidente Domenico Merlani -, nel distretto sono stati prodotti circa 3 milioni di pezzi, con una crescita dell'1,33% rispetto al 2009. Una ripresina che compensa solo in minuscola parte il crollo del 26,34% rispetto al 2008''. Le vendite in Italia, nel 2010, hanno registrato un aumento del 2,81%, mentre l'esportazione è diminuita del 6,3%. E qui, secondo Merlani, c'é un altro punto debole del settore: ''Rappresentiamo oltre il 55% della produzione nazionale, con un fatturato complessivo di 224,7 milioni di euro, ma esportiamo solo il 30%''.

Complessivamente nel distretto sono impiegati 2.291 addetti. La manodopera diretta rappresenta circa l'82% del totale, mentre il rimanente 18% ricopre funzioni commerciali e amministrative. In aumento del 54% rispetto al 2010 il ricorso alla cassa integrazione. Ogni mese sono interessati circa 300 operai. Le aziende coinvolte Gig ordinaria sono il 72% del totale, quelle in straordinaria il 14%.

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