

Il ministero per le Attività produttive si è detto favorevole al riconoscimento dello stato di crisi per il distretto industriale ceramico di Civita Castellana. Lo ha comunicato il dottor Giampietro Castano, coordinatore dell'unità per la gestione delle vertenze nelle imprese in crisi, ai sindaci degli otto comuni del distretto che questa mattina, con la fascia tricolore, hanno manifestato davanti alla sede del ministero per sollecitare la convocazione del tavolo tecnico. Lo ha reso noto il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, promotore dell'iniziativa.
''Il ministero - ha detto Angelelli -, tramite il dottor Castano, che ci ha ricevuti, ha riconosciuto che la situazione del distretto industriale ceramico è al collasso. Ha inoltre precisato che ci sono concrete possibilità di reperire i fondi per il riconoscimento dello stato di crisi. Per completare l'iter - ha aggiunto Angelelli - mancano ancora le delibere di proclamazione dello stato di crisi da parte della Provincia di Viterbo e, infine, della Regione Lazio''.
Il sindaco ha annunciato che il consiglio provinciale provvederà il 12 luglio prossimo, con una seduta straordinaria del consiglio convocata a Civita Castellana. ''Auspichiamo - ha concluso - che la Regione Lazio provveda in tempi altrettanto rapidi''.
I numeri della crisi - Dal 2001 al oggi, 35 aziende, tutte le settore stoviglieria, hanno chiuso i battenti e 1800 posti di lavoro sono andati in fumo. Negli ultimi 2 anni, 5 aziende sono fallite, 430 lavoratori sono stati messi in mobilita' e 640 sono stati licenziati senza usufruire degli ammortizzatori sociali. Sono i dati della crisi che attaglia il distretto industriale ceramico di Civita Castellana, il piu' grande del Lazio.
La stato di sofferenza, che in un primo momento aveva colpito la stoviglieria, soprattutto a causa della concorrenza cinese, si e' progressivamente esteso anche ai sanitari. Attualmente, su 2575 addetti, 650 sono in cassa integrazione guadagni ordinaria, 315 in straordinaria e 339 in deroga. Altri 220 lavoratori sono sotto contratto di solidarieta'.
La crisi, tuttavia, non ha colpito tutte le aziende con uguale virulenza. Quelle che ha perseguito l'innovazione dei prodotti e dei processi di lavorazione, infatti, continuano ad ottenere grosse commesse dall'estero proprio perche' i loro prodotti non sono ''imitabili''.
Nel distretto industriale ceramico sono coinvolti 7 comuni della Tuscia, Civita Castellana, Nepi, Castel Sant'Elia, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria e Gallese, e uno della provincia di Roma, Sant'Oreste.