

VITERBO - Ornato e arredo urbano dei centri storici di Viterbo, il consiglio comunale, nella seduta di lunedì 5 dicembre, ha approvato all'unanimità il regolamento che stabilisce gli indirizzi per la salvaguardia e il recupero urbano.
Ad illustrare a Palazzo dei Priori parte del contenuto del nuovo strumento amministrativo sono stati il sindaco Giulio Marini e l'assessore all'Urbanistica Claudio Ubertini, insieme all'architetto Emilio Capoccioni, dirigente del settore competente in via Garbini.
“L'approvazione del regolamento dell'ornato e dell'arredo urbano – ha spiegato l'assessore - rappresenta il naturale epilogo di un percorso avviato negli anni passati dall'allora sindaco Gabbianelli e dalle sua giunta. La volontà di approvare questo importante strumento, espressa con voto favorevole durante lo scorso consiglio comunale da maggioranza e opposizione, conferma l'esigenza di poter disporre di una serie di norme di riferimento che regolino i numerosi interventi di riqualificazione, manutenzione, conservazione e restauro ricadenti sia all'interno del centro storico della città e in alcune zone fuori dalle mura, ma anche nei centri e nei nuclei storici di San Martino, Bagnaia, La Quercia, Grotte Santo Stefano, Montecalvello, Roccalvecce, nonchè nei complessi di interesse storico e ambientale appositamente individuati nel Piano Regolatore Generale”.
“Il regolamento dell'ornato e dell'arredo urbano – ha aggiunto il sindaco Marini – approvato grazie al voto favorevole di tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, rappresenta per il Comune uno strumento di facile applicazione e interpretazione, che ci consente di poter intervenire in modo più radicale e incisivo sul rispetto di alcuni importanti aspetti del nostro territorio, come ad esempio il valore storico, simbolico e culturale di alcune zone. Qualsiasi intervento dovrà ora essere valutato e studiato per meglio salvaguardare l'identità dei nostri centri storici e recuperare, laddove possibile, l'originaria configurazione.
Qualche precisazione sull'aspetto burocratico del documento. Ci vorrà ancora qualche giorno per la definitiva approvazione. Con l'adozione del regolamento da parte del consiglio comunale è già scattata la misura di salvaguardia. Il regolamento, secondo le procedure di legge, dovrà essere sottoposto all'approvazione della Provincia. Entro 30 giorni il documento tornerà nuovamente in consiglio comunale per la discussione delle eventuali osservazioni sollevate dall'amministrazione provinciale, o, in assenza di queste, per la definitiva presa d'atto e la conseguente approvazione. Per tutti quei trasgressori che non rispetteranno quanto previsto dal regolamento sono previste sanzioni che vanno da 500 euro a 5 mila.