

VITERBO – Il centro antiviolenza Erinna stasera a PresaDiretta. Il programma, che andrà in onda alle 21.15 su Rai3, attraverserà l’Italia per un viaggio tra le case di rifugio per le donne vittime di violenza, strutture che rischiano la chiusura, proprio come quella viterbese.
Il centro Erinna, una delle 8 case di rifugio presenti nel Lazio e quindi di fondamentale importanza per il territorio della Tuscia e dintorni, ''è un punto di riferimento'' scrive il Corriere della Sera e nonostante ciò potrebbe chiudere i battenti il prossimo aprile. ''Qui arrivano circa 60 nuovi casi all’anno, 60 donne che hanno bisogno di aiuto – scrive il quotidiano -. Le donne del centro Erinna gestiscono una casa protetta. Secondo il bando devono tenerla aperta fino ad aprile del 2017, anche in assenza di fondi. Si, proprio così: anche senza soldi. Lo prevede lo stesso bando. E purtroppo è proprio quello che sta avvenendo. Per tenere aperta la casa protetta Anna Maghi e le altre donne dell’associazione hanno dovuto chiedere prestiti alle banche, dando come garanzia i loro beni personali''.
Esasperate quindi le condizioni della gestione del centro viterbese che aiuta e protegge le donne maltrattate e i loro eventuali figli. ''Abbiamo dovuto comprare il latte in polvere: 30 euro. E basterà per un paio di giorni – spiega Anna Maghi nell’intervista che andrà in onda stasera -. Non ce la facciamo più, i soldi sono finiti e noi ad aprile la casa la chiudiamo. Basta''.
Una decisione presa con sofferenza ma, dopo i numerosi sforzi personali di chi gestisce il centro Erinna, anche per necessità. ''Sono esasperate e stanche e si sentono abbandonate dalle istituzioni – si legge ancora sul Corriere della Sera -. La conseguenza di tutto questo è che un altro punto di riferimento per le donne chiuderà, lasciando sul territorio un altro vuoto''.
Ma l’imminente scelta di chiudere non arriva senza numerosi precedenti e accorati appelli. Lo scorso ottobre, durante la giornata della Non violenza sulle donne, Anna Maghi scriveva infatti alla stampa locale un appello alle istituzioni: ''Sono passati tre anni dall’ultimo finanziamento che il centro antiviolenza Erinna ha ricevuto dalle istituzioni. Tre anni, senza una risposta degna. Tre anni di coraggio, di condivisione, di fatica; di parole nuove, di prassi nuove, di conoscenze nuove. Tre anni di forza, di tenacia, di passione''.