ANNO 16 n° 266
Cena dei veleni a Viterbo: Frontini e Cavini rinviati a giudizio
Il tribunale conferma la minaccia aggravata, partono le fasi del processo tra accuse e difese

VITERBO - Cena dei veleni a Viterbo per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini, rinviati a giudizio ieri per minaccia aggravata in concorso davanti al tribunale della città. Tre le parti civili coinvolte: l’avvocato ed ex presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti, l’ex consigliere di maggioranza Marco Bruzziches e sua moglie Anna Maria Formini, con i rispettivi legali.

Il legale delle parti civili ha ricordato il collega Stefano Falcioni, scomparso lo scorso 19 novembre, sottolineando come fosse particolarmente impegnato in questa causa e quanto sia stato raggiunto l’obiettivo a cui teneva.

Il nuovo avvocato di Bruzziches e della moglie ha sottolineato che il decreto di citazione a giudizio diretto e motivato riconosce la gravità delle minacce rivolte durante la cena, decisione confermata da tre giudici d’appello. Ha definito la vicenda giuridicamente complessa e umanamente deprecabile, parlando del danno subito dalle parti civili.

Anche l’avvocato di Letizia Chiatti ha evidenziato come la decisione del tribunale metta in risalto i fatti accaduti. Secondo il legale, il riconoscimento dell’aggravante conferma il carattere intimidatorio dell’episodio, pur lasciando un senso di amarezza per la persona offesa.

Il procedimento prosegue e gli avvocati della coppia Frontini-Cavini, tra cui Roberto e Francesco Massatani e Giovanni Labate, si dichiarano pronti ad affrontare il dibattimento. I difensori precisano che non c’è stata alcuna pronuncia di responsabilità e che non risulta minaccia a corpo politico. Secondo i legali, l’accusa di concorso in minaccia grave è infondata e il processo non li spaventa.

Nel frattempo, le parti civili mantengono alta l’attenzione sul riconoscimento della gravità delle minacce ricevute, mentre il procedimento entra ora nella fase cruciale del dibattimento.




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