ANNO 16 n° 273
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Caso Zappa - Indagini
sui quattro romeni
Ascoltate diverse vittime di furti a Viterbo e provincia

di Eva Kant

VITERBO – Sono rinchiusi nel penitenziario viterbese da tre settimane tonde tonde con le accuse di rapina aggravata, sequestro di persona e tentato omicidio. E, sebbene il povero Ausonio Zappa, sia deceduto a distanza di una decina di giorni dalla brutale aggressione, la posizione giudiziaria dei quattro romeni resta immutata.

Prima di procedere alla formulazione di nuovi capi di imputazione (ben più gravi) la magistratura attende infatti i risultati dell’esame autoptico “per avere la conferma che la morte della vittima sia stata causata dalle percosse ricevute dai rapinatori”.

Quella notte a cavallo tra il 27 ed il 28 marzo, gli stranieri avevano fatto irruzione nella villa (in strada Romana, a Bagnaia) e, infastiditi dall’allarme fatto scattare da Zappa, avevano reagito con una violenza inaudita, colpendolo con una spranga. L’82enne era finito in ospedale in fin di vita a causa dell’edema e dell’emorragia cerebrali riportati in seguito all’aggressione.

Il papà delle Belle arti (lui il fondatore della Nuova Accademia di Viterbo e Milano) si è spento il 7 aprile scorso.

Le indagini da parte del Comando provinciale dei carabinieri, intanto, vanno avanti. In sordina ma spedite.

Gli uomini del Nucleo investigativo e della Compagnia capoluogo hanno tutta l’intenzione di andare fino in fondo. I sospetti nutriti fin dall’inizio che Petrit Cosmin Ofrea, Adrian Nicusor Salicir (autori materiale dell’aggressione a Zappa), Daniel Ionel Ofrea, e Alexander Petrica Trifan fossero responsabili di altri furti messi a segno nell’intera provincia viterbese sono sempre più forti. Anche sulla scorta di importanti riscontri investigativi.

Il materiale (supporti elettronici ed informatici soprattutto) rinvenuto e sequestrato nel loro domicilio in via della Palazzina aveva permesso agli investigatori, già pochi giorni dopo la rapina a villa Zappa, di riconoscere i quattro romeni quali responsabili dei furti nella scuola Canevari di Viterbo ed in un altro istituto di Orte. Ma ci sarebbero anche altri, un paio in particolare, finiti sotto la lente di ingrandimento dei militari che, però, attendono ulteriori conferme prima di renderli noti.

Non solo. In questi giorni, con l’ausilio di tutte le Compagnie dell’Arma dislocate sul territorio viterbese, è in corso l’audizione di persone vittime di furti, cui vengono sottoposte le foto dei componenti della banda ai fini del riconoscimento.

Stando a quanto si è appreso, ci sarebbe più di qualcuno che li avrebbe identificati quali autori dei furti subiti.




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