ANNO 16 n° 272
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Caso Orlandi, monsignor Giaquinta: quello che la Chiesa non dice
Peronaci al ''Salotto delle 6'' rivela particolari sugli scandali del Vaticano

VITERBO -  (MDL) - E' una storia d'amore durata 36 anni quella tra una professoressa di lettere, la ''dama nera'', e un frate carmelitano, Edoardo Raspini, all'epoca padre provinciale dell'ordine dei Carmelitani di Roma. Una relazione, avviata negli anni '60, da cui sono nate due figlie. La storia vera di una relazione impossibile che Fabrizio Peronaci, caposervizio della cronaca nera del Corriere della Sera a Roma, racconta nel suo ultimo libro-verità ''La tentazione''.

Peronaci, che nel 2015 porta alla luce uno scandalo a luci rosse che coinvolge l'ordine dei Carmelitani Scalzi, viene contatto da una donna che ''confessa'' la sua storia d'amore, denuncia alcuni scandali della Chiesa, racconta del suo coinvolgimento nel rocambolesco furto d’arte in cui sparì, dal convento carmelitano di Monte Compatri, un prezioso quadro fiammingo del Gherardo delle Notti, mai ritrovato.

La presentazione del libro ieri pomeriggio al ''Salotto delle 6'', il festival ideato e diretto da Pasquale Bottone, è stata l'occasione - ''lo stimolo'', come lo ha definito l'autore - per interrogarsi  sul destino di una Chiesa in cerca di rinnovamento. ''Ma questo rinnovamento è reale o no?'' si chiede Peronaci. Sollecitato dalla collega Barbara Polidori, il giornalista è partito dall'analisi di questa storia d'amore, per interrogarsi se ancora oggi ha un senso il celibato dei sacerdoti. Anticipando la puntata de ''La scelta - I preti e l'amore'', in onda in ieri sera sul Nove, Peronci ha detto che ' un'alta percentuale di sacerdoti ha una relazione stabile con un uomo o con una donna''. 

Il giornalista del Corriere della Sera evidenzia come la Chiesa fatichi ancora a porre sul tavolo la vita ecclesiastica: ''Pensavamo che Bergoglio avrebbe dato il via al processo canonico ma sono passati tre anni e ancora non è iniziato. Ancora oggi, poi, non sappiamo perché papa Ratzinger è stato messo da parte''.

Nel libro-verità si parla anche di monsignor Giaquinta, per cui la Chiesa nel 2004 aveva avviato la causa di beatificazione ed era stato nominato un postulatore, padre Paolino Rossi, incaricato dalla Chiesa di Roma di raccogliere prove utili ai fini della causa. E’ spuntata, però, una lettera scritta negli anni ’70 dal defunto padre Edoardo Raspini con le rivelazioni sulla vita privata di Giaquinta. Nella missiva si farebbe riferimento espliciti a incontri ogni sabato con giovani donne conosciute da Giaquinta negli anni in cui fu rettore della chiesa Madonna di Loreto, nei pressi di piazza Venezia, a Roma. Alla luce di ciò, il processo di beatificazione è stato interrotto.

Parlando di scandali della Chiesa il discorso non può che andare anche sul caso Orlandi. Secondo Peronaci, quando nel 2013 Marco Accetti si presenta in Procura autoaccusandosi di essere uno dei responsabili della sparizione di Emanuela Orlandi, si è andati molto vicini a scoprire la verità. ''Ha rivelato particolari inediti, ha mostrato il flauto che la famiglia ha riconosciuto come quello di Emanuela, la comparazione della voce ha evidenziato che era lui al telefono. Ma alcuni poteri hanno posto l'altolà: in Procura si è registrato uno scontro senza precedenti tra il procuratore capo e il titolare dell'inchiesta. Alla fine il caso è stato archiviato. Probabilmente - spiega Peronaci - Accetti ha parlato per portare a termine l'ultimo depistaggio dopo le dimissioni di Ratzinger e la campagna di rinnovamento della Chiesa''.

Secondo il caposervizio del Corriere della Sera il caso Orlandi è stato un gioco di ricatti sulla pelle dei ragazzini per indebolire papa Wojtyla.

''Secondo nuove rivelazioni che sono ancora da verificare, Emanuela Orlandi - dice Peronaci - è morta il primo giorno. Mirella Gregori, finita in un giro analogo, qualche mese dopo, durante un viaggio verso il Nord Italia''.

Tirando le somme Peronaci spiega che il ruolo del giornalista - che oggi più che mai deve essere impavido, coraggioso e con un pizzico di passione civile in più - è quello di rispondere alla richiesta di trasparenza dei fedeli; di andare a scavare nelle ombre per consentire che emergano le forze sane della Chiesa.

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