ANNO 16 n° 275
Angela Birindelli
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Caso Ater - Birindelli:
''Ugo Gigli dovrà pagare
per avermi perseguitata''

VITERBO - ''Dal momento del mio rientro all’Ater dall’aspettativa istituzionale, durante la quale ho ricoperto il ruolo di assessore regionale all’Agricoltura, sono stata oggetto di una vera e propria persecuzione da parte del direttore generale dell’ente di Ugo Gigli''. Questo l'incipit della lunga lettera inviata da Angela Birindelli alle redazioni dei giornali.

''Finalmente, a conclusione delle indagini preliminari da parte della procura della Repubblica di Viterbo, scaturite da una mia denuncia - aggiunge -, Gigli è accusato dei reati di diffamazione semplice e aggravata a mezzo stampa, calunnia, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Tutti reati commessi a danno della sottoscritta''.

Ad avviso della Birindelli, ''Gigli non solo ha costruito ben quattro contestazioni disciplinari false e infondate, la prima annullata a mio favore in sede di arbitrato, e le altre tuttora pendenti davanti al giudice del lavoro, ma nel ruolo di manager pubblico ha ritenuto di poter diffamare, ledendone il decoro e la professionalità, una sua dipendente, preannunciando sanzioni disciplinari sugli organi di stampa, rendendone pubblico lo stato di malattia e culminando, nonostante il procedimento penale a suo carico in corso, con affermazioni gravi false e diffamatorie, pronunciate in una conferenza stampa indetta in un bar''.

Ed è proprio su questo particolare che l'ex assessore calca la mano. ''Lo stesso bar - sottolinea - dove, guarda caso, si recavano anche fortuiti avventori ancora in cerca di autore, dopo venti anni di improvvisata politica, fatta peraltro, pur di occupare tutte le poltrone disponibili in questa provincia e oltre, solo colpendo e annientando in qualsiasi modo quell’odiato nemico che per giunta quasi sempre appartiene allo stesso schieramento politico''. E' chiaro il riferimento della Birindelli all'ex consigliere regionale Francesco Battistoni, suo accerrimo nemico nella lotta senza quartiere per il controllo dell'ex Pdl, che nel corso della conferenza stampa era seduto accanto a Gigli e al suo avvocato Enrico Valentini.

E proprio il legale è il terzo obiettivo della reprimenda della Birindeli: ''Vorrei infine rammentare al solerte avvocato di Gigli - scrive -, cui tanto piace comparire sulla stampa, che come lui ben sa i documenti autorizzativi per l’espletamento degli incarichi esterni, dichiarati copie false da Gigli (che forse su maldestro suggerimento di qualcuno ha preso spunto dalla vicenda delle fatture false della Regione Lazio, anzi ne ha fatto il 'copia e incolla') sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza in originale presso i competenti enti pubblici''.

L'ex assessore afferma di affidarsi completamente alla giustizia ''come ho sempre fatto, sperando che questa squallida vicenda lavorativa, dai contorni politici per chi la sa ben leggere, venga presto chiarita e che Gigli, e non l’azienda pubblica, paghi tutti i danni morali e materiali arrecati alla sottoscritta con la sua condotta prevaricatrice e persecutoria''.

Infine, Birindeli si  rivolge al Commissario straordinario dell’Ater Pierluigi Bianchi e soprattutto la Regione Lazio, alla quale afferma di aver inviato più di una nota per metterla a conoscenza della situazione. ''Mi chiedo - conclude - come possano ancora permettere che un’azienda così importante, a servizio delle fasce più deboli dei cittadini, possa essere gestita ancora da un signore in pensione e richiamato con contratto esterno, abbondantemente sopra i limiti di età previsti per i dirigenti pubblici, accusato dalla procura di gravi reati come l’abuso d’ufficio ed il falso in atto pubblico ai danni di una dipendente, con uno stipendio pari quasi a quello del Presidente della Repubblica, ma soprattutto pari a una bella fetta dei fondi spesi annualmente dall’Ater per la manutenzione ordinaria degli alloggi, lasciati nell’incuria e nell’abbandono. Sono convinta che i cittadini di questo paese, gli affittuari delle case popolari e i disoccupati non se lo meritano e non se lo possano permettere''. 




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