

VITERBO – Meglio la casetta piccolina in Canada, perché queste casette qui, viterbesi, per attingere l’acqua senza arsenico, mica funzionano troppo bene.
Dopo i problemi di dieci giorni fa, le chiusure, le proteste, le analisi e controanalisi, e infine la riapertura delle fontanelle, adesso ci risiamo. Almeno per quanto riguarda l’erogatore del Murialdo, quello in largo Atleti azzurri d’Italia, a due passi dal palazzetto dello sport.
Telefonata in redazione: ''Questa mattina i rubinetti non funzionano, siamo arrabbiati neri. Venite a dare un’occhiata''. Andiamo. Mentre dal cielo di acqua ne viene giù a catinelle, con una pioggia fitta e interminabile, qui alla casetta funzionano tre bocchette su quattro. Niente male, almeno rispetto a quanto ci avevano raccontato poco prima.
''Ma le hanno riattivate solo adesso – spiega una signora che riempie a fatica delle damigiane che una volta contenevano vino –. Negli ultimi quattro giorni non funzionava nulla. Inserivamo le tessere e non usciva niente. E non c’era nessun cartello a darci spiegazioni. Dopo le bollette salate che paghiamo, l’arsenico che esce dai rubinetti delle nostre case, i soldi per prendere l’acqua pubblica, questo è il servizio che ci ritroviamo''.
Un cartello, a dire il vero, c’è. Dice: ''Bocchetta in manutenzione'', è l’unica spenta, al momento in cui verifichiamo la cosa. Si tratta dell’erogatore di acqua gassata a temperatura ambiente. E va bene: ci si può rivolgere comunque alle altre tre fontanelle funzionanti.
''Ma ogni due giorni c’è un intoppo, qualcosa che non va, e nessuno ci spiega cosa sia'', fa un signore anziano, sconsolato. E in effetti sembra che questi aggeggi abbiano bisogno di manutenzione un po’ troppo frequente, visto che erano stati risistemati appena il 30 settembre… E mentre continua a piovere, la fila s’ingrossa e qualche signora (simpaticissima) se la prende anche con il parcheggio selvaggio, si aspetta pazienti il proprio turno. Sempre che qualcuno non stacchi la spina sul più bello.
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