ANNO 16 n° 273
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Casa di riposo lager
Disposta autopsia
sui corpi di tre donne

NEPI - Potrebbero essere riesumati i corpi delle tre donne, tra gli 80 e 90 anni, decedute lo scorso ottobre all'interno della ''Serena Senectus'' di Settevene, la clinica chiusa il 26 novembre a causa dei maltrattamenti che avvenivano nei confronti degli anziani ospitati. A finire in manette erano state madre e figlia, Rosalia Ceci di 72 anni e Michelina Miseria 53enne. Le telecamere dei carabinieri avevano accertato che gli anziani, tra i quali anche non autosufficienti, subivano ingiurie, minacce, percosse e costrizioni fisiche da parte delle due.

Il giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato ha autorizzato la riesumazione il 31 marzo, ma sarà compito degli esperti, i quali visioneranno i referti medici delle tre, ad attestare l'utilità di un ulteriore esame sui corpi. L'obiettivo è capire se ci possa essere stato un legame tra la morte delle donne e i maltrattamenti che avvenivano all'interno delle mura della clinica.

I fatti risalgono al novembre dello scorso anno, quando i carabinieri del Nas e del Comando provinciale, sulla base di un'ordinanza emessa dal gip del tribunale di Viterbo, avevano tratto in arresto le due con l'accusa di maltrattamenti e lesioni. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Viterbo Renzo Petroselli, avevano accertato che le due donne sottoponevano gli anziani – dieci in totale di cui 4 non autosufficienti e i restati affetti da disturbi neuropsichici – a una serie di quotidiane sofferenze morali e fisiche, tra cui minacce, insulti, spinte e schiaffi.

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