ANNO 16 n° 254
“Casa del Balilla” sulla facciata del Buratti, Sini: “La scritta fascista va ricoperta”
Il consigliere comunale e provinciale chiede un intervento della Provincia di Viterbo dopo la riemersione della scritta durante i lavori di restauro

VITERBO - Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera e consigliere comunale e provinciale, ha scritto una lettera ai sindaci della provincia di Viterbo. Al centro della missiva, la scritta fascista “Casa del Balilla” riemersa sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti. Sini chiede alle istituzioni di intervenire affinché la scritta venga nuovamente ricoperta, richiamando le ragioni della memoria, della legalità e dei valori antifascisti della Repubblica:

La lettera qui di seguito:

 

 

Egregi Sindaci della Provincia di Viterbo,

come sapete perfettamente, dopo la delirante riforma delle Province che anni addietro abolì il voto popolare e ridusse questo ente locale a qualcosa per cui è difficile trovare eufemismi e che quindi chiameremo ircocervo, l'assemblea dei sindaci è uno degli organi delle Province insieme al Consiglio Provinciale e al Presidente della Provincia; ed essa assemblea ha poteri propositivi, consultivi e di controllo.

Orbene, certamente non ignorate che nel corso di lavori di restauro della facciata dell'edificio che a Viterbo ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti è frammentariamente riemersa la scritta di epoca fascista 'Casa del Balilla', a suo tempo opportunamente ricoperta.

E certamente sapete anche che l'Opera Balilla era un istituto fascista preposto all'indottrinamento dei più giovani per prostituirli all'ideologia e al culto della violenza totalitaria, per farne veri e propri automi complici degli efferati crimini del regime fascista.

E sicuramente sapete altresì che il committente del restauro e responsabile per l'edilizia scolastica delle scuole medie superiori è l'Amministrazione Provinciale, di cui collegialmente - appunto in quanto membri dell''assemblea dei sindaci' - siete un organo.

Non ignorate infine quello che ogni persona dotata del ben dell'intelletto sa: ovvero che quella scritta di effettuale propaganda fascista deve essere sic et simpliciter nuovamente ricoperta, non solo per le fin troppo evidenti ragioni morali, ma soprattutto per l'essenziale ragione giuridica che l'esibizione di quella scritta viola ipso facto il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205; ovvero: quella scritta si colloca hic et nunc, nell'Italia repubblicana, democratica ed antifascista, al di fuori della legalità, e la sua eventuale rinnovata esibizione sulla facciata di una scuola della Repubblica costituisce inequivocabilmente un reato oltre che un'infamia.

Egregi Sindaci della Provincia di Viterbo, sono quindi a sollecitare la vostra vigilanza e, se necessario, il vostro intervento, affinché' la Provincia di Viterbo non decida insensatamente e scelleratamente di lasciare visibile quella scritta a caratteri cubitali di effettuale propaganda fascista sulla facciata dell'edificio che ospita la scuola intitolata al martire Mariano Buratti, medaglia d'oro della Resistenza, che dai fascisti fu torturato ed assassinato.

La Provincia decida invece, secondo legge e secondo ragione, di ricoprire nuovamente quella scritta, così come è stata ricoperta e resa quindi invisibile nel corso dei decenni dalla fine del fascismo fino ad oggi.




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