

VITERBO - Si chiama ''shrinkflation'': è la tecnica di vendere nelle stesse confezioni articoli ridotti in termini di dimensioni o quantità. Sarebbe questa la tecnica utilizzata dalle aziende per ''camuffare'' l'aumento dei prezzi. La denuncia viene dalle associazioni dei consumatori.
Il Codacons, in particolare, sta presentando in questi giorni esposti in 104 procure italiane tra cui quella di Viterbo e all'Antitrust nei quali chiede di aprire indagini per verificare 'se tale prassi avviata dai produttori possa costituire fattispecie penalmente rilevanti, dalla truffa alla pratica commerciale scorretta.
''In sostanza - spiegano dal Codacons - a il cartellino del prezzo resta esattamente lo stesso (in alcuni casi aumenta seppur di poco) mentre la confezione del prodotto, sia esso un flacone di detersivo, una bottiglia di vino o una scatola di fazzoletti, un pacco di biscotti, è leggermente più piccola, o contiene qualche unità di prodotto in meno. Un trucchetto che consente enormi guadagni alle aziende produttrici ma di fatto svuota i carrelli e le tasche dei consumatori, realizzando una sorta di inflazione occulta''.
''I consumatori - continua il Codacons - tendono ad essere sempre sensibili al prezzo, ma potrebbero non notare piccoli cambiamenti nella confezione o non fare caso alle indicazioni, scritte in piccolo, sulle dimensioni o sul peso di un prodotto. Spesso, inoltre, a una diminuzione del quantitativo di prodotto si associa un nuovo packaging e un restyling visivo così da rendere il tutto ancor più accattivante''.
Va sui casi specifici, invece, l'Unione nazionale consumatori, che parla di ''colombe pasquali da 750 grammi con confezione simile a quelle da 1 Kg'' oppure delle mozzarelle da 100 grammi invece che da 125, il caffè da 225 al posto di quello da 250 grammi, la pasta non nei formati consolidati da 500 grammi e da 1 Kg, il tè con 20 bustine invece di 25.