

di Stefano Mecorio
Caro Elio. E care Storie tese,
Quanto segue non è un articolo di presentazione del vostro concerto di stasera (ore 21.15 a Ferento). Bensì una lettera a cuore aperto. Una sorta di appello girato agli 'Alfieri del bel canto'. Convinti di venir a suonare in uno dei teatri romani tra i più belli d'Italia. Ed invece catapultati inconsapevolmente nell'autentica Terra dei cachi. Ok, magari modesta nelle dimensioni. Ma senza dubbio specchietto assai simile a quello da voi descritto sul palco dell'Ariston. Correva il lontano '96. E sostanzialmente da allora qui non è cambiato nulla, se non in peggio.