ANNO 16 n° 276
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Caro bolletta: a rischio 5.000 aziende italiane
L’alto Lazio tra le zone industriali del Made in Italy dove si rischia di più

di S.D.A

VITERBO - Nella puntata del 9 Novembre di Fuori dal Coro, diretta dal giornalista Mario Giordano, è andato in onda un servizio sul caro prezzo delle materie prime e di come le aziende italiane rischiano la chiusura. Forni di ceramiche, artigiani che devono restare accesi 24 ore su 24, bisognosi di tanta energia, ma con l’aumento delle materie prime, le aziende artigiane sono costrette a lavorare in perdita o addirittura andare in direzione della chiusura. Come sta succedendo ad una vetreria di Murano, passati da una bolletta di € 42.000 a una di € 172.000. Bollette sempre più care, il gas passato da 0,23 € al metro cubo nel 2019 ai 0,98 di oggi. Quattro volte tanto. La soluzione? O chiudere e non produrre più per non fallire, o chiudere per non riuscire a vendere il prodotto.

L’artigianato locale rischia la decadenza. Prodotti considerati come fiore all’occhiello del Made in Italy, rischiano l’estinzione a causa del caro bollette, e verranno ricreati in alcune parti del mondo “spacciandosi” per prodotti Italiani.

Il caro bollette non è solo per il gas ma anche per l’elettricità, il megavatt per ora è cresciuto del 366% da Gennaio 2021, si è passati dai € 45,00 inizio anno ai € 200 inizi Ottobre.

A rischio 5.000 aziende tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Alto Lazio. La zona dell’Alto Lazio, è considerata da sempre distretto della ceramica Made in Italy, focalizzata principalmente nei Comuni di Fabrica di Roma, Castel Sant’Elia e Civita Castellana. Nel servizio televisivo hanno fatto tappa a Civita Castellana, nella ceramica Colavene, dove Valeria Colamedici, business development, ha fatto fare un tour all’interno dell’azienda, mostrando come lavorano i loro forni. Forni dove cuoce la ceramica, forni operativi venti ore al giorno, operando a 1200 gradi, quindi necessitano di gas metano per la produzione. Secondo Confindustria ceramica le quotazioni del gas hanno toccato più 500% rispetto al 2020. Il distretto civitonico vale oltre 280milioni di euro, e più della metà del fatturato si rivolge al mercato estero, quindi fermare tutto per il caro bolletta sarebbe non solo un danno gigantesco, ma sarebbe un danno per il Made in Italy e per tutti i posti di lavoro.




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