ANNO 16 n° 273
Le Saline di Tarquinia Lido
Carcassa umana riaffiora dalle acque
Sorprendente rinvenimento ieri sul litorale tarquiniese. Indagini a 360 gradi

VITERBO – Uno scheletro umano, risalente ad un'epoca al momento sconosciuta ma non troppo lontana, è stato rinvenuto nel pomeriggio di ieri (27 settembre) a Tarquinia Lido.

Il tetro quanto sorprendente ritrovamento è stato fatto da una donna che, approfittando della giornata dal sapore estivo, stava passeggiando sul bagnasciuga di San Giorgio, in località Saline per l'esattezza.

Dopo i primi momenti di comprensibilissimo sgomento, la signora ha subito contattato il Commissariato di polizia di Tarquinia e, dopo pochi istanti, una pattuglia si è precipitata sul posto per avere contezza che la segnalazione fosse veritiera e non opera di un mitomane. Infatti non lo era né, tantomeno, la donna era stata vittima di un colpo di sole settembrino: dalle acque del litorale viterbese sono effettivamente riaffiorati resti umani.

Oltre agli agenti del Commissariato insieme e al vicequestore aggiunto Gina Cordella, a San Giorgio sono giunti gli uomini della Polizia scientifica e del Corpo forestale dello Stato, e i vigili del fuoco del Comando provinciale. Sul posto anche il medico legale Guido Mari dell'Università La Sapienza di Roma, che ha eseguito una prima ispezione sulle ossa. Stando a quanto si è appreso, il fatto che l'arcata dentaria fosse in buone condizioni lascia ipotizzare che lo scheletro appartenga ad una persona di giovane età.

Sebbene il vicequestore Cordella e i suoi uomini, per ora, non si siano sbilanciati - “bisogna attendere il responso degli accertamenti chimici”, hanno riferito – si indaga a 360 gradi. Sulle prime si è addirittura pensato che si trattasse di uno dei dispersi della Costa Concordia, incagliata negli scogli della vicina isola del Giglio. Ipotesi poi rigettata dal dottor Mari visto che lo scheletro non presenterebbe alcun frammento di epidermide: elemento che indurrebbe a collocare le ossa ad un periodo anteriore a gennaio, mese in cui è affondato il gigante Costa.

I resti dello scheletro sono stati portati all'obitorio dell'ospedale di Tarquinia per essere sottoposti ad analisi specifiche disposte dalla magistratura di Civitavecchia.

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