


CAPRAROLA - Grande partecipazione a Caprarola alla Santa Messa celebrata in occasione del terzo anniversario della scomparsa di Mons. Pietro Ruzzi, che proprio quest’anno, il 25 luglio, avrebbe compiuto 80 anni.
Accanto ai numerosi cittadini di Caprarola, hanno voluto rendere omaggio a Don Pietro anche tanti amici giunti da diverse parti d’Italia e dalla vicina Roma, insieme ad alcuni missionari provenienti dal Burkina Faso, che lo avevano conosciuto personalmente e avevano condiviso con lui parte del suo lungo impegno missionario.
La celebrazione, accompagnata dai canti del Coro Parrocchiale di Caprarola, è stata aperta dal parroco Don Mimmo Ricci che ha ricordato con affetto la figura di Pietro Ruzzi e un tratto che ne raccontava bene lo spirito: in coerenza con una vita interamente dedicata agli ultimi, non amava particolarmente essere chiamato “Monsignore” e preferiva il semplice e familiare “Don Pietro”. Don Mimmo ha ricordato anche Suor Cleofe, figura profondamente legata a Don Pietro e particolarmente importante per l’intera comunità di Caprarola.

Durante l’omelia, il Vescovo Mons. Marco Salvi ha ripercorso il significato più profondo della scelta missionaria di Don Pietro. Partendo dalla domanda rivolta da Gesù agli apostoli - “Chi sono io per te?” - il Vescovo ha sottolineato come Don Pietro abbia dato la propria risposta attraverso la vita stessa: partendo per l’Africa e mettendosi al servizio degli altri, ha scelto di donarsi a Gesù Cristo e a quella salvezza destinata a tutti. Mons. Salvi ha inoltre espresso grande apprezzamento per la decisione del Comune di Caprarola di rendere permanente la memoria della sua opera attraverso l’intitolazione a Don Pietro del piazzale antistante la chiesa di Santa Teresa.
Nel suo intervento, il sindaco di Caprarola Angelo Borgna ha richiamato il valore concreto dell’azione portata avanti per tutta la vita da Don Pietro, sottolineando come il sacerdote abbia cercato di colmare, con il proprio impegno quotidiano, quelle profonde disuguaglianze sulle quali troppo spesso il mondo continua a non intervenire.
«Don Pietro ha sopperito alle gravi mancanze dei potenti del mondo che, invece di impegnarsi a favore degli ultimi e di chi ha bisogno, spendono risorse per armarsi e fare le guerre. Ha fatto concretamente quello che dovrebbero fare i politici», ha affermato il sindaco.
A chiudere gli interventi è stato Roberto Donini, nipote di Don Pietro, che ne ha restituito anche il volto più familiare e personale attraverso alcuni ricordi e aneddoti vissuti direttamente insieme al padre, durante i numerosi viaggi nei quali accompagnavano Don Pietro da Caprarola a Roma.
Al termine della Santa Messa, nel piazzale antistante la chiesa di Santa Teresa è stata svelata la targa con cui lo spazio è stato ufficialmente intitolato a Don Pietro Ruzzi. Un gesto con cui Caprarola ha voluto consegnare definitivamente alla memoria collettiva il nome di un sacerdote che ha dedicato la propria esistenza agli altri, lasciando un segno profondo nella comunità che lo ha visto crescere e nei tanti luoghi del mondo nei quali ha scelto di spendere la propria vita al servizio dei più fragili.