ANNO 16 n° 253
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Canepina devastata dall'alluvione. Danni per almeno due milioni di euro
Allagati negozi, bar, abitazioni e garage, distrutte auto, sommersa la chiesa
Istituita un'unitą di crisi, chiesto il riconoscimento dello stato di calamitą naturale

Una ventina di auto trascinate dalla furia dell’acqua e ammucchiate, una sull’altra, in fondo al Vicolo 1 di via Viterbo; decine tra bar, negozi, garage e scantinati allagati; la chiesa di San Michele Arcangelo sommersa da circa un metro d’acqua; piazzale Sandro Pertini sprofondata; la sede dell’Avis-Aido devastata. E’ questo il primo, sommario e provvisorio bilancio dell’alluvione che, a partire dalle 3,30 della scorsa notte, ha devastato Canepina.

Fortunatamente non ci sono stati feriti, anche perché l’immediato intervento dei carabinieri, mobilitati fin dalle 3 del mattino, ha impedito agli automobilisti in transito di imbattersi contro il fiume di fango e detriti che ha attraversato il paese, e ha favorito l’intervento dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco ai quali, alle prime luci del giorno, si sono uniti quelli della Protezione Civile. I militari, tra l’altro, hanno evacuato un’abitazione al pianoterra che stava per essere completamente sommersa e hanno tratto in salvo due fratelli di 6 e 10 anni.

A metà mattinata, mentre cinque ditte private incaricate dal comune stavano ripulendo le strade del paese dal fango insieme ai vigili del fuoco, sono giunti a Canepina il prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero, il presidente della Provincia, Marcello Meroi, l'assessore provinciale ai lavori pubblici Gianmaria Santucci. Nel corso di una riunione in municipio, con il sindaco del paese, Maurizio Palozzi, hanno deciso di costituire una unità di crisi per seguire l'evolversi della situazione finché non sarà tornata alla normalità. Il presidente Meroi, tra l’altro, si è impegnato a sostenere la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale che il sindaco Palozzi ha già avviato.

'Senza un aiuto economico da parte della Regione e dello Stato - ha detto il sindaco Maurizio Palozzi - non riusciremo mai a riparare i guasti. Abbiamo già avviato la procedura per lo stato di calamità - ha aggiunto -, anche se i precedenti non ci fanno essere ottimisti. Attendiamo ancora le risposte sia per l'inondazione di due anni fa che per i castagneti dell'anno scorso, quando la produzione è crollata di oltre il 90% proprio a causa del maltempo'.

La tensione e la paura tra gli abitanti di Canepina è tornata altissima intorno alle 13,30, quanto le condizioni del tempo, rimasto sereno per tutta la mattinata, sono improvvisamente peggiorate. Per circa mezzora, sul paese è abbattuta una violenta grandinata, seguita da una pioggia insistente. Ma fortunatamente è cessata dopo un’altra mezzora.

                                                   I DANNI

Allo stato è impossibile quantificare i danni causati dall’alluvione anche se è ragionevolmente prevedibile che ammontino a diverse centinaia di migliaia di euro. Secondo i primi calcoli dell'uffucio tecnico comunale potrebbero superare i due milioni.

In vari garage allagati erano conservate le nocciole raccolte nei giorni scorsi, in attesa di essere vendute e ora praticamente inservibili. Oltre alle auto trascinate via dalla piena e distrutte, altre sono state danneggiate dall’acqua che le ha sommerse.

Gravemente danneggiata anche la seicentesca chiesa di San Michele Arcangelo. Per tutta la giornata, un gruppo di volontari, tra i quali molte donne, hanno aiutato il parroco don Mario Zanassi a liberarla, dopo aver portare all'esterno tutti i banchi, i confessionali e gli altri arredi.

Solo i danni subiti dalla sede dell’Avis, allestita in uno scantinato sotto la chiesa, superano i 50mila euro. Sono infatti andati irreparabilmente perduti le poltrone dei prelievi, i computer, i frigoriferi e tutte le suppellettili.

Pesantissima al situazione in piazzale Sandro Pertini, nel punto più bassa del paese, che è stata praticamente tagliata in un due da una fenditura, all'inizio di pochi centimetri e che con il passare del tempo ha raggiunto circa un metro di larghezza. Contemporaneamente, la parte a valle è sprofondata .

L'area è stata transennata ed è tenuta sotto stretta osservazione dai tecnici comunali. Se il cedimento dovesse proseguire e finisse per ostruire le coperture in cui scorrono i fossi, si potrebbe creare una sorta di diga che impedirebbe ai torrenti di proseguire la corsa nel loro alveo, e causando un disastro maggiore di quello provocato dall'alluvione.

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