ANNO 16 n° 276
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Cambiamento climatico e disobbedienza: Gianluca Grimalda si racconta a Viterbo
Licenziato per il rifiuto di prendere un aereo: la storia del viaggio lento in una delle cittą pił motorizzate d'Italia

di Fabio Tornatore

VITERBO - Licenziato perché si rifiuta di prendere un aereo per rientrare nella sede di lavoro, la storia di Gianluca Grimalda, ricercatore, attivista ambientale e scrittore, fa il giro del mondo con il libro 'A fuoco. Il mondo brucia, è ora di disobbedire', e sbarca anche a Viterbo,  una delle città più motorizzate della Penisola, con il trasporto pubblico al palo, che però ora tenta un riscatto nel PNRR e nelle ciclabili.  'I consumi di una piccola minoranza del pianeta hanno conseguenze catastrofiche su tutti gli altri, viaggiare in aereo produce quantitativi di CO2 enormi. Eticamente non potevo dire sì'.

Era ricercatore per una società del nord della Germania, e si trovava in Papua Nuova Guinea per uno studio sulle popolazioni locali di una piccola isola. Nel settembre 2023 la società gli impone di rientrare in sede in 5 giorni, quindi con un aereo: 'Un jet privato ha il consumo, in un'ora, di un essere umano in un anno. Le popolazioni che studio sono tra i primi evacuati per cambiamento climatico, hanno l'acqua che gli arriva in cassa, tra qualche anno la loro isola scomparirà. Come potevo conciliare le mie ricerche con quel viaggio? Come potevo guardarli in faccia e guardarmi allo specchio se accetavo quel ricatto inutile?'

Gianluca Grimalda ha sempre utilizzato il viaggio lento, 'senza far ricadere le mie scelte sulla società, perchè durante il viaggio lavoro, e il mio rientro forzato non aveva nessuna motivazione plausibile'. La storia del suo licenziamento è l'incipit del racconto di un viaggio dal sud del Pacifico, tra società e comunità che subiscono una minoranza che divora le risorse del pianeta e produce una quantità enorme di anidride carbonica.

Il viaggio lento a Viterbo vuol dire invece prendere un treno per andare a Roma, con tempi a volte inconciliabili con gli orari di lavoro, le soppressioni di treni e i ritardi incalcolabili, e le zone interne della provincia scarsamente collegate dal traporto pubblico, costringendo all'utilizzo dell'automobile gran parte dei cittadini. Negli ultimi anni sono stati persi un terzo dei posti per chilometro a bordo dei mezzi pubblici: erano infatti 1136 nel 2004 per arrivare a 838 nel 2021, mentre le auto sono, di conseguenza, aumentate da 765 per 1000 abitanti della Tuscia nel 2017 a 796 nel 2022, 170 per chilometro quadrato. Anche gli investimenti nell'asfalto continuano ad aumentare, mentre per la mobilità alternativa restano le briciole. Però, a quanto pare, i viterbesi hanno voglia di cambiamento: aumentati gli investimenti in trasporto pubblico locale e nello studio di un piano per la mobilità, e, nelle ultime elezioni amministrative per la città di Viterbo, indipendentemente dai soggetti politici e dalla storia che ne è seguita, i cittadini hanno votato per un programma decisamente green, e le piste ciclabili, frutto del PNRR, sono state accolte con relativo favore, visto che vengono utilizzate da moltissime persone.

'I cittadini possono fare moltissimo per contrastare i cambiamenti climatici' conclude Grimalda 'innanzi tutto consumare diversamente, che si traduce in meno carne nell'alimentazione, attualmente la filiera della carne produce il 22% dei consumi di CO2; poi nel risparmio energetico nelle case, che produce il 14% del totale di anidride carbonica, e utilizzare mezzi pubblici lenti, e meno l'aereo. Inoltre è importante essere attivi socialmente per fermare il cambiamento climatico, entrare a far parte di gruppi e associazioni, parlare con gli scettici e i negazionisti'.




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