

VITERBO - ''Non mi importa che sia del Pd e che venga dalla sinistra. Io no. A a me bastano due dati: ha fatto il miglior piano vaccinale d’Italia e ha fatto uscire la Regione Lazio dal commissariamento sanitario. L’unica cosa che conta è che voglia sistemare la sanità''. Così Carlo Calenda, leader di Azione, presentando a Viterbo i candidati del Terzo Polo ha spiegato il suo sostegno alla candidatura a presidente della Regione di Alessio D'Amato. Gremito l'Auditorium di Unindustria a Valle Faul dove si è tenuto l'incontro. Tra gli altri, in sala, l'assessora comunale Elena Angiani e il consigliere comunale Paolo Pericoli.
L'analisi di Calenda è impietosa: ''Il Paese - ha detto va completamente ricostruito. Un Paese peggiorato su tutti i parametri''.
E se la sanità sembra essere il cavallo di battaglia di questa campagna elettorale per le Regionali nel Lazio, Calenda allarga l'orizzonte e parla anche di scuola, giovani, infrastrutture energetiche.
''Per i giovani serve un piano strutturale. Non esiste che in un paese che ha fondato la cultura europea e oggi tra i paesi con il più basso livello culturale''.
Invitando i presenti al voto, Carlo Calenda ha osservato che: ''stiamo sempre a fare elezioni ma, se non facciamo campagna elettorale, se non informiamo la gente, questo Paese crolla''.
A introdurre il leader di Azione è stato Felice, Casini, coordinatore provinciale di Italia Viva. ''Siamo uniti sotto un unico simbolo con una federazione che sta nascendo anche a livello provinciale - ha spiegato - Gli italiani non possono restare schiacciati tra populisti e sovranisti. Serve un terzo polo, uno spazio democratico''.
Presenti al tavolo con lui i candidati del Terzo Polo: Giacomo Barelli, segretario provinciale di Azione, Paola Goglia, ex assessora a Civita Castellana, Alessio Trani, ex presidente di Confagricoltura Lazio e Barbara Assanti, funzionario delle Ferrovie dello stato.