

VITERBO - Sono giorni incredibilmente frenetici per il Calcio Tuscia. E non perché sia Santa Rosa, ma perché la stagione del pallone dei giovani sta per cominciare. E gli uffici della società, giù al Riello, sono pieni di attività: le mamme e i papà che vengono ad iscrivere i ragazzi, altri che vengono a ritirare il bellissimo kit da gioco, allenamento e tempo libero, chi chiede informazioni, chi passa per un saluto, e poi i dirigenti, e gli allenatori, già con la testa dentro l'avventura che sta per iniziaire.
Anzi, che formalmente inizierà oggi, col primo raduno dei giovani calciatori, che proseguirà anche domani. In segreteria, Daniele Pernella dirige tutto con sicurezza. Il presidente Andrea Belli vigila, il responsabile tecnico Lando Serafini è lì, pronto a dare consigli a mamme, papà e figli. Il responsabile organizzativo Franco Sabatini tiene d'occhio gli splendidi campi del Cus, affinché siano perfetti per accogliere gli scarpini dei piccoli atleti. Si aspetta con ansia il ritorno dal brasile del vicepresidente Luciano Bernini, uno dei fondtori del Calcio Tuscia e monumento del calcio viterbese. E poi ci sono gli allenatori, che non vedono l'ora di fischiare l'avvio del primo allenamento di un lungo cammino, che si spera sia vincente.
Si punta ad avere 250 tesserati, quest'anno, per migliorare i 230 dell'anno scorso: le vittorie, i risultati, la serietà della società e il passaparola tra amichetti e genitori, sono la migliore pubblicità per una realtà come questa. Viterbese doc, ma con grandi idee in testa, con prospettive di collaborazioni in provinci e anche oltre, dalla Toscana all'Umbria. Il leoncino che ruggisce piace, e funziona: 'Il nostro obiettivo, il nostro credo, è quello di garantire la crescita individuale di tutti i ragazzi, quelli meno dotati e quelli più dotati, senza distinzioni - spiega orgoglioso Serafini - Si va dall'aspetto prettamente ludico dei Piccoli amici fino ai risvolti prettamente agonistici delle categorie più grandi, tipo gli Allievi. Ecco, cerchiamo sempre un punto d'incontro tra la fase educativa e quella sportiva, senza privilegiarne alcuna. Un equilibrio virtuoso, che dà risultati e forma il ragazzo non solo al calcio, ma soprattutto alla vita, allo stare insieme'.
E allora vediamoli, queste squadre marchiate Calcio Tuscia. Si va dai più piccoli e dolci, i Piccoli amici (nati dal 2006 al 2008 e allenati da Adriano Ruggiero), ai Pulcini 2005 di mister Matteo Achilli. Pii i Pulcuni deel secondo anno gialli (ancora guidati da Adriano Ruggiero) a quelli blu, che dopo il forfait di mister Cuccuini per ragioni di lavoro, aspettano il loro nuovo allenatore. E ancora, i Pulcini del terzo anno gialli (allenati da Angelo Serafini) e quelli blu di mister Antonio Forese. Si cresce con gli esordienti 2002 del tecnico Valerio Faccenda, e con quelli del 2001 di Alessandro Piacentini. I Giovanissimi sono affidati a Romolo Ercoli (2000) e al mito Pietro Barbaranelli (1999). Alla fine, e più importanti e pronti per il grande salto, ecco gli Allievi di Massimo Bertini. Ci sono poi due allenatori jolly, da utilizzare dove occorre, per ragioni logistiche o di numero - visto che la stagione è lunghissima - che rispondono ai nomi di Matteo Lamoratta e Umberto Caputo.
Uno staff tecnico di tutto rispetto, per una società in continua evoluzione, in aggiornamento. Che accoglie i consigli dei genitori e dei ragazzi attraverso un questionario che raccoglie il loro gradimento e le loro segnalazioni, e che completa il tutto con degli incontri periodici. Con lo psicologo, per far capire ai parenti cosa vuol dire avere un piccolo calciatore in famiglia, col medico nutrizionista, con il dentista, e addirittura con il primario di Pediatria di Belcolle, Massimo Palumbo. Insomma, tanta roba, tante opportunità, per non lasciare nulla al caso. I giocatori di domani - ma anche gli uomini di domani - si formano proprio così. Da metà ottobre, infine, partiranno man mano i vari campionati. E allora ci sarà da divertirsi.