ANNO 16 n° 275
Calcio - Puccica: ''Ci siamo ridati la speranza''
Il tecnico della Flaminia guarda al Castel Rigone: ''Serve la perfezione''

di Domenico Savino

VITERBO - A testa alta anche a Castel Rigone. La Flaminia Civita Castellana corre di fretta verso la salvezza. Non c'è tempo da perdere in calcoli o ragionamenti: l'obiettivo stagionale che solo a gennaio sembrava una chimera con appena undici punti racimolati nel girone d'andata. Adesso è tutta un'altra musica: nelle ultime otto gare sei vittorie, un pareggio, due sconfitte e se si allarga il discorso al 2013 la Flaminia ha conquistato 22 punti. Dovesse mantenere questo trend potrebbe chiudere a 43 punti, cioè 32 nel girone di ritorno, più di quelli conquisati all'andata dal Sansepolcro campione d'inverno. Numeri straordinari che segnano la nuova marcia della Flaminia.

La vittoria sul Todi è arrivata più con la forza dei nervi che con il gioco. Ma in questo momento servono i tre punti: brutti, sporchi e maledetti, ma sempre tre perline che poi formeranno la collana. Il nuovo animus pugnandi è racchiuso nella classe di Ciro De Cesare, l'anima della rinascita: da quando è arrivato lui è riuscito a cambiare i volto alla squadra. Oggi la Flaminia sa che ogni pallone in attacco e preda dei suoi sapienti piedi e ogni giocata è imprevedibile perchè tale è l'estro dell'ex puntero della Salernitana. Si è rimesso in gioco a 41 anni ed è diventato un esempio.

Il tecnico Lillo Puccica prova a spiegare la rinascita: ''Non sono cambiato io, è cambiato tutto il resto - commenta il nocchiero di Capranica -. E' cambiata la mentalità della squadra a cui ho chiesto di 'vincere' il girone di ritorno. Oggi sappiamo di essere inferiori numericamente e qualitativamente rispetto all'inizio del campionato, ma la squadra ha compreso che doveva sfruttare al massimo tutte le occasioni che capitano e soprattutto abbiamo un giocatore di classe eccelsa che rende semplice ciò che semplice non è. Il nostro problema non è mai stato giocare, quanto realizzare e nel calcio la finalizzazione è tutto. Dopo la sconfitta con il Pierantonio sembrava tutto finito e invece ci siamo ridati la speranza''.

Puccica fa un passo indietro: ''Contro il Todi - ammette - non è stata una bella partita, ma era importante prendere i tre punti, altrimenti non avremmo avuto altre chances. Forse la tensione ci ha giocato un brutto scherzo''. E infatti questo successo avvicina ancor di più la Flaminia al suo obiettivo: ''Ci sono stati momenti difficili di grande scoramento - sottolinea - se c'è una cosa di cui vado fiero è aver continuato a crederci sempre. I ragazzi mi hanno sempre seguito e avevo ragione quando dicevo che non eravamo mai allo sbando. E adesso ci crediamo più di prima: la bravura è stata anche quella di rincorrere e dimostrare alle altre di doverci temere. Siamo in vantaggio sia sul Trestina che sulla Pianese negli scontri diretti''.

Ma prima di tutto c'è da affrontare lo spauracchio Castel Rigone che ad avviso di Puccica ''è la quadra migliore per qualità e singoli. Noi saremo sempre gli stessi. Orami abbiamo interiorizzato sia il 4-3-3 che il 4-3-1-2. Dobbiamo giocare con intensità cercando di limitare l'avversario senza farlo ragionare. Per certi versi è una gara segnata, ma noi abbiamo il dovere di provarci''. Insomma serve l'impresa e a far questo la Flaminia è particolarmente abituata.




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