ANNO 16 n° 233
Caccia al cinghiale: nella Tuscia almeno 11800 capi da abbattere
Approvato il disciplinare per contenere la Peste Suina Africana, Viterbo circa un terzo degli esemplari di tutto il territorio regionale

di Fabio Tornatore

VITERBO - Sono 11 mila 819 il numero minimo di cinghiali da abbattere sul territorio viterbese: approvato in via della Pisana il disciplinare per la gestione della specie cinghiale nella Regione Lazio per la stagione venatoria 2026/2027. La Tuscia deve 'prelevare' quasi un terzo di tutti i capi previsti a livello regionale.

Sono 38 mila 500 il totale dei cinghiali da abbattere nella regione, quasi 12 mila solo nel viterbese. La motivazione: la specie, 'per vari motivi' si è diffusa notevolmente, invadendo anche territori urbani e aree antropizzate, le aree in cui la Peste Suina Africana è a livello critico sono vicine, quindi è necessario prendere provvedimenti drastici: 'si rende pertanto necessaria una modifica sostanzialedell'attuale approccio gestionale di questa specie' si legge nel disciplinare 'che andrà indirizzato verso un obiettivo di riduzione generalizzata della densità'.

I numeri sono abbastanza chiari: l'obiettivo minimo di caccia collettiva prevede 5529 prelievi nell'ambito VT1 e 3476 nel VT2, mentre i numeri per le altre province si aggirano tra i 1000 e i 3000 capi da abbattere circa, su un totale di 28 mila; per la caccia di selezione 1067 e 839 su 7500 cinghiali da abbattere; la ripartizione dell'obiettivo minimo in controllo prevede invece 560 cinghiali per VT1 e 336 per VT2, su un totale di 3000 capi da abbattere.




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