ANNO 16 n° 273
Il palazzo di giustizia di Viterbo
Foto successiva
Bottigliate fuori dal bar
Inflitte condanne
a sette e cinque anni

VITERBO – Sette anni di carcere a Emanuele Gorini, cinque a Aldo Xavier Ramos: chiuso con due condanne il processo con il rito abbreviato per i trentenni viterbesi accusati di tentato omicidio e lesioni, per aver aggredito a bottigliate, nel marzo 2013, un giovane all’ingresso del bar ''Le Iene'' al quartiere Pilastro.

Accolte dal Gup, Stefano Pepe, le richieste del pubblico ministero, Paola Conti: nove anni di reclusione, ridotti da un terzo per il rito abbreviato, con l'aggiunta di un anno per le aggravanti. Gorini e Ramos, già noti alle forze dell’ordine, hanno scontato dieci mesi agli arresti domiciliari.

I fatti risalgono al 23 marzo 2013. Gorini e Ramos, in compagnia di cinque o sei loro amici rimasti ignoti, incrociarono fuori dal bar  ''Le Iene'' un altro gruppo di giovani, uno dei quali di colore. Ci fu uno scambio di battute che, in pochi istanti, degenerò in rissa. A un certo punto, i due imputati, secondo l'accusa, colpirono con una bottigliata sulla testa uno dei contendenti, causandogli una ferita guaribile in quaranta giorni. 

In un primo momento, Gorini e Ramos furono solo denunciati per lesioni, ma nel dicembre successivo furono sottoposti agli arresti domiciliari. Una decisione, l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei loro confronti, su richiesta del pubblico ministero, scaturita dalla relazione del medico legale che definì potenzialmente mortale la ferita. In precedenza, invece, aveva escluso che la ferita fosse tale da causare un pericolo di vita.

La relazione del medico legale, sarebbe una vera propria ''anomalia'', una delle tante che avrebbero caratterizzato il procedimento penale, secondo i difensori degli imputati, l'avvocato Remigio Sicilia per Gorini e l'avvocato Riccardo Catini per Ramos.

Un'altra ''anomalia'' evidenziata dai legali starebbe nel fatto che Gorini e Ramos sarebbero stati riconosciuti dai testimoni oculari solo in un secondo momento e non nell'imminenza del fatto. Infine, l'avvocato Sicilia ha definito inverosimile la circostanza che i due abbiano agito insieme ad altri. ''Sono notoramente due 'lupi solitari' - ha chiosato -, come dimostrano ampiamente tutte le indagini in cui sono stati coinvolti.

Il gup ha condannato i due imputati al risarcimento dei danni a favore delle parti civili: il ferito e i suoi genitori, il cui ammontare sarà stabilito in separata sede.

Una volta conosciute le motivazioni della condanna, i due legali decideranno se impugnare la decisione del gup. 

 

 

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