

VITERBO – Un fenomeno tristemente noto, e purtroppo sempre più diffuso, è quello dell’abbandono indiscriminato di rifiuti nelle nostre foreste. La segnalazione ci è arrivata da un vitorchianese che, nell’intento di andare a funghi, si è trovato davanti a una vera e propria discarica a cielo aperto.

Lungo la Strada provinciale 63, poco dopo la falegnameria “Piangoli Legno di Pesciaroli Giacomo Pompeo”, si aprono numerose stradine che conducono nel bosco: ottimi punti di ingresso alla macchia, talmente comodi però che vengono talvolta sfruttati per scaricare immondizia. I rifiuti, una volta portati lì, vengono semplicemente lasciati, abbandonati a se stessi.

Si commette così un duplice danno. Da un lato c’è quello ambientale: alcuni scarti organici possono decomporsi in poche settimane, ma vetro e plastiche restano nel suolo per decenni, se non addirittura secoli, disperdendosi nell’ambiente e contaminandolo. Dall’altro lato c’è il danno identitario, perché la foresta fa parte dell’immagine stessa della Tuscia. Chi vi entra alla ricerca di funghi o castagne, invece di trovare natura incontaminata, rischia di imbattersi in uno pneumatico, un sedile d’auto o altri oggetti che il terreno non è riuscito a inghiottire, con un impatto devastante sul paesaggio e sulla percezione dei nostri boschi.
