


VITERBO - I lavori dei detenuti finiscono in un mercatino. Ieri mattina l'aula 6 del tribunale di Viterbo si è trasformata in un piccolo 'bazar' dove sono stati messi in vendita gli oggetti realizzati in carcere e le produzioni agricole dei detenuti.
Sugli stand del mercatino di Pasqua, le eccellenze dell’economia carceraria: ‘cose’ da comprare, mangiare, usare, ma prodotti buoni e naturali che raccontano la passione e le motivazioni di chi li ha coltivati, trasformati e confezionati.

L'iniziativa, in collaborazione con gli uffici giudiziari, è di O.r.t.o., acronimo sta per organizzazione recupero territorio e ortofrutticole. ''Il fine - spiega Marco Di Fulvio, uno dei promotori - è quello di andare a lavorare molto sul concetto di recupero non solo della biodiversità ma anche di quello di risorse umane latenti, come possono essere quelle dei detenuti, che purtroppo sono isolati e spesso hanno problemi di recupero o definizione della propria identità.
Questa opera di recupero la facciamo anche attraverso corsi di formazione fin dal 2018''.

Corsi che hanno formato negli anni una trentina di detenuti, avviati all'agricoltura. Ieri nel mercatino del tribunale sono state esposte e vendute borse realizzate con maestria nella casa circondariale di Viterbo, con tanto di marchio: Made in Carcere, i prodotti biologici di quello viterbese, i biscotti siciliani e la birra prodotta nel carcere di Roma.
