

Numeri da record per la quinta edizione di “Divino Etrusco”, che si è svolta a Tarquinia dal 5 luglio al 7 agosto, con un evento conclusivo lunedì sera in piazza Santa Maria in Castello. I visitatori sono stati oltre 60mila, 10 le piazze del centro storico coinvolte, con la manifestazione che quest’anno è approdata per la seconda volta al Lido, coinvolgendo gli stabilimenti balneari.
“Divino Etrusco”, quindi, ha dimostrato di avere tutte le caratteristiche per affermarsi sempre di più come la prima fiera del vino del Centro Italia, visto che unisce i vini di Umbria, Lazio e Toscana. L’idea è semplice e allo stesso tempo affascinante: unire in un percorso comune le dodici città etrusche, l’antica Dodecapoli, coinvolgendo i produttori in una scommessa comune. Scommessa vinta, sia sotto il punto di vista della qualità che delle presenze. Più che soddisfatto il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola: “Tutto ciò però non è casuale, ma è il frutto di un lavoro che va avanti da anni: lo sforzo è stato notevole, anche dal punto di vista economico, ma è stato ben ripagato”.
La manifestazione, voluta dal Comune di Tarquinia ed organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Viterbo, è stata organizzata dall’assessorato al Commercio, guidato dal vicesindaco Giovanni Olivo Serafini. Delegata a “Divino Etrusco” è la consigliera comunale Sara Torresi. Secondo Torresi e Serafini “Divino Etrusco ha successo perché è organizzato di concerto con i commercianti e i cittadini, lavoriamo a stretto contatto con loro. Tantissimi turisti si sono complimentati per il nostro centro storico, vestito a festa come non mai grazie al lavoro degli operatori”. Il vicesindaco si spinge ancora più in là: “Questa è la Tarquinia che sogno, quella che mette in sinergia le sue migliori energie e sa costruirci intorno una manifestazione che ha ormai raggiunto la sua piena maturità. Uniamo uno tra i centri storici più belli d’Italia, un territorio unico, gli Etruschi e un vino di altissima qualità: voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa festa, a partire dai commercianti che, da anni, ne hanno capito l’importanza”.