

VITERBO - ''Dietro tutto questo c’è un insegnamento che la città di Viterbo mi ha dato: il nostro sangue etrusco ci spinge a dare sempre di più, soprattutto nei momenti difficili. E io ne ho vissuti. Sono sceso, ho toccato il fondo, sono risalito più volte. Ora mi sto godendo questo momento, consapevole che non deve essere un punto di arrivo, ma un ulteriore punto di partenza, perché mancano diversi anni di carriera, me ne mancano tanti da genitore, da padre e da uomo. E lo voglio fare nel migliore dei modi, cominciando da oggi con questa targa che mi inorgoglisce e mi spinge a migliorare: oggi, domani e sempre. Finché potrò, dovrò migliorare per me stesso e per tutte le persone che hanno creduto in me''.
Con queste parole Leonardo Bonucci ha ringraziato ieri il Consiglio comunale di Viterbo, riunito in seduta straordinaria per conferire al difensore della Juventus e della Nazionale, viterbese doc, la civica benemerenza. Un dicorso interrotto più volte dagli applausi. Presenti anche la famiglia del calciatore e il prefetto Giovanni Bruno, oltre agli assessori e ai consiglieri dei vari schieramenti.
Un riconoscimento ''allo sportivo e all’uomo'' (nel corso della cerimonia è stato ricordato più volte l’impegno di Bonucci nel campo della solidarietà e della beneficenza) deliberato già nel 2017 e il cui valore si è ulteriormente arricchito dopo la recente vittoria degli Azzurri ai campionati europei di calcio, impresa di cui Bonucci è stato uno dei principali protagonisti, con tanto di gol e rigore messi a segno nella finalissima di Wembley.

La consegna ufficiale della targa è avvenuta per mano del sindaco Giovanni Arena, che contestualmente ha dato lettura delle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione aprendere questa decisione. E cioè ''per il valore mondiale raggiunto in oltre dieci anni di attività professionistica in ambito calcistico dall'atleta Leonardo Bonucci, considerati i numerosi risultati sportivi raggiunti nei club di appartenenza e quelli personali, di livello mondiale, con evidente gratificazione e promozione sportiva della sua città di nascita''.
''Ringrazio tutti – ha detto Bonucci emozionato - il sindaco per la consegna della targa, gli assessori, i consiglieri per le belle parole. Tra il caldo l’emozione, la camicia, la giacca, tutto suda. Devo dire che sentire queste parole mi emoziona ancora di più che entrate in uno stadio pieno di persone per giocare contro grandi campioni, non sono abituato. Mi tremano un po’ le gambe. Soprattutto quando sento valorizzare il lato umano che è quello che più conta nella vita, perché gli obiettivi sportivi li raggiungi come singolo o come membro di un gruppo solo se hai valori umani dentro di te. Io di questo devo dire grazie alla mia famiglia, a mia moglie e a miei figli che pur piccoli mi hanno insegnato molto in questi anni. Purtroppo e per fortuna, insieme ne abbiamo vissute di esperienze, che mi hanno fortificato''. Sull'anno complesso del trasferimento al Milan ha detto: ''Tanti mi hanno criticato non sapendo, tanti mi hanno insultato non capendo, ma io nella vita ho sempre risposto sul campo, ho cercato di dare tutto me stesso a prescindere dalla maglia che indossavo. Sapete quanto la mia juventinità quando indosso maglia della Juve mi spinge a dare qualcosa in più. Ma mai mi sono tirato indietro di fronte a nessuna situazione. Ho accettato critiche a volte ingiuste, a volte severe, a volte mancanze di rispetto verso l’uomo, ma tutto ciò si è trasformato per me in voglia di rivalsa, voglia di arrivare fino in fondo, arrivare fino qui e ottenere obiettivi importanti come giocatore, uomo e padre''.

Il Consiglio comunale si è aperto con il saluto del presidente Stefano Evangelista, seguito dalle parole del sindaco: ''In molti possono arrivare a diventare atleti forti, invece arrivare ad essere atleti di esempio per i giovani è difficile''. ''E’ un orgoglio per noi viterbesi essere rappresentati nel mondo da una persona come te'', ha detto dal canto suo l’assessore allo Sport Marco De Carolis. Quindi è intervenuto Sergio Insogna, primo firmatario all’epoca della proposta di conferimento della civica benemerenza: ''Viterbo anni fa è stata insignita del titolo di città europea dello sport, in quel contesto abbiamo pensato di puntare su un personaggio forte come testimonial. La vita dei campioni non è solo rosa e fiori, ma ci sono anche le spine. Leonardo ha vissuto un periodo particolare durante il passaggio dalla Juve al Milan, situazioni poche simpatiche, ha subito offese. Noi come consiglio comunale allora abbiamo inteso difendere l’onorabilità del nostro concittadino non solo a livello sportivo, ma anche a livello umano. Nel 2017 Leonardo aveva già fatto una carriera stupenda. Gli europei oggi sono un plus''.

Per Chiara Frontini la forza di Bonucci sta nella ''tigna'': ''Quella tigna caratteristica più ancestrale dell’essere etruschi prima ancora che viterbesi''. ''Leonardo ha rappresentato la nostra nazione in un momento difficile per l’Italia e il mondo, ha dimostrato sul campo che siamo l’Italia che combatte, non si arrende, che lotta e che vince'', ha aggiunto Martina Minchella a nome di FdI. Giulio Marini, da tifoso milanista, ricorda un aneddoto personale: ''L’orgoglio di aver visto la prima di Leonardo con la maglia del Milan a San Siro insieme ad altri 40mila tifosi, partita che finì con una vittoria per sei a zero''. Mentre il consigliere della Lega Valter Merli ha portato invece testimonianze raccolte in prima persona sulle iniziative di beneficenza sostenute da Bonucci. ''Dalla famiglia Bonucci non poteva che uscire un campione di sport e umanità come Leonardo'', ha sottolineato il capogruppo del Pd Alvaro Ricci. Mentre il consigliere pentastellato Massimo Erbetti ha proposto ai consiglieri di devolvere il gettone di partecipazione al consiglio comunale di ieri a sostegno dell’avviamento di giovani allo sport.