


BLERA - In un clima di crescente malcontento, la cittadina di Blera si ritrova nel pieno di unavera e propria bufera istituzionale. Al centro delle polemiche, la gestione dell’Università Agraria – o, come la definisce la legge, Dominio Collettivo – un ente che, secondo molti cittadini, avrebbe da tempo perso il suo spirito partecipativo e democratico.
Un sistema che non convince più
Secondo le numerose voci critiche, negli ultimi anni l’ente avrebbe operato in modo sempre più autoritario, escludendo sistematicamente chiunque esprimesse opinioni divergenti. 'Chi non è allineato viene escluso', denunciano gli abitanti, riferendosi alla presunta rimozione arbitraria di utenti dal registro dell’Agraria e al rigetto, ritenuto ingiustificato, di nuove iscrizioni.
Il problema, spiegano i membri di un comitato, sorto per vigilare sulla legalità delle procedure, non è solo politico, ma soprattutto regolamentare. Molti dei provvedimenti sarebbero stati adottati in violazione dello Statuto dell’ente e facendo riferimento a un regolamento 'fantasma', non pubblicato né reperibile nei canali ufficiali.
Mandato scaduto e assemblea forzata
La situazione è degenerata quando, nel febbraio 2025, è ufficialmente scaduto il mandato dell’attuale amministrazione. Le procedure per le elezioni sarebbero dovute partire già a dicembre 2024, ma – denunciano i cittadini – le procedure non sono mai partite. Solo grazie all’iniziativa del comitato promotore, supportata da una raccolta firme che ha coinvolto circa il 25% degli utenti dell’Agraria, è stato possibile ottenere la convocazione di un’assemblea straordinaria per il 5 maggio prossimo.
'Se non fosse stato per questa pressione popolare – affermano i promotori – avremmo portato la questione davanti all’autorità giudiziaria'. Una mossa che pare abbia costretto l’ente acedere, pur continuando a operare – secondo gli accusatori – con metodi opachi e poco trasparenti.
Una gestione che divide
L’attuale amministrazione viene accusata di aver intrapreso numerosi contenziosi legali a spese della collettività, con l’obiettivo – si sostiene – di conservare una posizione di potere a discapito della trasparenza e della partecipazione. I cittadini non ci stanno: 'Non è questo lo spirito di un ente collettivo', si legge nel comunicato del comitato. 'La popolazione deve sentirsi tutelata, non ostacolata.'
Blera alza la voce
In un paese notoriamente pacifico, la sollevazione popolare è un segnale forte. 'Se anche i blerani, noti per la loro mitezza, si sono mossi in massa, significa che la misura è colma', ribadiscono i rappresentanti del comitato.
L’obiettivo ora è chiaro: ristabilire legalità, trasparenza e partecipazione reale