


CIVITA CASTELLANA - In vista della prossima discussione in consiglio comunale sul bilancio di previsione 2026-2028, il consigliere del M5S Valerio Biondi accende i riflettori sulla delicata situazione finanziaria della Sate, la società partecipata incaricata della gestione dell’igiene urbana, di cui il Comune detiene il 51% delle quote.
'Il 2024 – ha evidenziato Biondi – si è chiuso con ricavi prossimi ai 3 milioni e 100 mila euro. Tuttavia, il saldo ante imposte registra una perdita di 232 mila euro, mentre i costi per il servizio risultano aumentati di circa 180 mila euro rispetto al 2023. A ciò si aggiunge un’impennata delle spese per immobilizzazioni immateriali, pari a quasi 190 mila euro, con una ricaduta in ammortamenti che supera i 32 mila euro. Va detto, però, che il valore della produzione mostra un incremento dei ricavi di oltre 100 mila euro rispetto all’anno precedente'.
Una situazione che il pentastellato ha deciso di monitorare da vicino, richiedendo all’ufficio competente tutta la corrispondenza intercorsa tra Comune e azienda: 'Serve capire – ha spiegato – se le operazioni avviate siano sorrette da presupposti solidi e condivisibili'.
Il bilancio della partecipata era già stato al centro dell’ultimo consiglio comunale in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato (il documento che offre una fotografia completa e unitaria della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’ente capogruppo, comprendendo Comune e società partecipate). Nonostante il parere contrario dell’opposizione - M5S, Pd e Rc-, il documento era passato sulla base di una bozza di bilancio elaborata dalla Sate e approvata dal cda. Già allora si evidenziava una criticità di fondo, con un passivo stimato in 250 mila euro (poi verosimilmente ridimensionato nel bilancio definitivo ndr) che aveva spinto la minoranza a chiedere delucidazioni. Il vicesindaco Claudio Parroccini aveva attribuito parte dell’aumento dei costi all’ampliamento dei servizi previsto dal nuovo accordo e all’acquisto dei kit. 'È plausibile – aveva osservato – che una società che investe finisca temporaneamente in disavanzo'.
Era inoltre emerso che, fino a quel momento, il Comune aveva maturato utili nei confronti della Sate per circa 625 mila euro, una somma che secondo l’amministrazione sarebbe stata impiegata per compensare parte del passivo.
'La situazione resta comunque grave – aveva tuonato in aula Simone Brunelli del Pd –. Nessuno è stato in grado di fornire una spiegazione convincente di questo debito, al punto da non poter escludere che sia il frutto di una gestione inefficace, i cui costi finiranno sulle spalle dei cittadini'.
Sulla stessa linea Yuri Cavalieri di Rifondazione comunista: 'Al di là delle spiegazioni tecniche, se le cose vanno male, qualcuno si assumerà la responsabilità?'.