ANNO 16 n° 275
Berlusconi costretto
a votare la fiducia
al Governo Letta
>>>>>>>>di Codadilupo<<<<<<<<

VITERBO - Nemmeno l'uomo più prostrato ai suoi piedi, Emilio Fede, avrebbe potuto evitare di definire ''di merda'' la figura fatta oggi da Silvio Berlusconi. Dopo aver provocato la crisi di governo e aver mandato in frantumi il suo partito, ha collezionato la sconfitta più cocente della sua ventennale storia politica. E ha dovuto votare la fiducia al governo Letta.

Un tentativo di salvarsi in corner che non gli è però riuscito: non ha ottenuto lo scioglimento delle camere e le elezioni anticipate entro il 24 novembre; non ha ottenuto il rinvio del voto in Giunta per le autorizzazioni sulla sua decadenza da senatore, previsto per venerdì prossimo; non ha ottenuto l'inserimento della riforma della giustizia nell'agenda del governo; non ha ottenuto né otterrà il salvacondotto, sotto forma di grazia e di amnistia. Una capitolazione su tutto il fronte.

Oltre tutto, si troverà con un gruppo al Senato quasi dimezzato. Nonostante il suo disperato dietro front, infatti, tra i 35 e i 40 senatori abbandoneranno il Pdl per formare un nuovo gruppo: i Popolari.

Per tentare di salvare il salvabile, nelle convulse ore che hanno preceduto il voto di fiducia, si è impegnato con i dissidenti a ridimensionare i cosiddetti falchi, di spuntare le ali e gli artigli a Brunetta, Bondi e Santanché; ai senatori titubanti ha offerto blandizie o annunciato vendetta, tremenda vendetta. Ma quando ha preso atto che nessuno sarebbe tornato sui suoi passi, è capitolato.

Probabilmente, più delle sconfitte elettorali, i processi, le figuracce internazionali, il manifesto ostracismo nei suoi confronti delle cancellerie internazionali, la figuraccia di oggi costituirà l'inizio della fine per Berlusconi.




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