ANNO 16 n° 272
Foto precedente
Foto successiva
''Belcolle e Trasversale, il Pd le completerą''
Ieri l'incontro dei candidati Mazzoli e Terrosi con il ministro della giustizia Orlando

di Antimo Verde

VITERBO – Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi candidati al Senato della Repubblica italiana. Ieri sera, per dar manforte alla candidatura dei due deputati viterbesi del Pd (area ''orlandiana'') a Palazzo Madama è sceso direttamente in campo il capo corrente Andrea Orlando, ministro della giustizia del governo Gentiloni. L'incontro si è svolto alle 21 al Caffè Grandori di Porta Romana.

''Sarà una campagna breve ma difficile – dice in presentazione Manuela Benedetti –, in cui dovremo raccontare i 5 anni di governo che hanno visto l'Italia crescere da tutti i punti di vista e andare avanti nelle riforme. Noi nel Lazio siamo impegnati su due livelli, regionali e politiche. Ci aspetta una dura lotta per la riconferma di Zingaretti e per far si che possa continuare questo percorso di crescita. Questa campagna elettorale dovrà essere incentrata sul racconto di quello che siamo riusciti a portare avanti nella nostra provincia soprattutto grazie ai nostri rappresentanti sul territorio. Grazie ad Alessandro ed Alessandra per il lavoro incredibile che hanno fatto, non solo in termini di serietà e di impegno politico ma anche umanamente. Hanno lavorato a sostengo di tutti, di un partito e di un territorio, cercando di essere disponibili in qualsiasi situazione''.

Manuela Benedetti

Parola ad Alessandra Terrosi, candidata al proporzionale per il Senato. ''Raccolgo la sfida dopo questa 17esima legislatura che contro ogni pronostico è arrivata al termine del mandato. Questa campagna elettorale sarà breve ma necessariamente intensa. Ci sono state riforme che meritano aggiustamenti, come quelle del lavoro, delle province e dell'accorpamento dei corpi di polizia. Ma sono state fatte anche leggi di civiltà che hanno giovato all'Italia e vanno tenute nel giusto conto: unioni civili, dopo di noi, riforma del terzo settore, biotestamento, tutto il pacchetto della riforma della giustizia e quelle riguardo l'agricoltura, tra cui la legge contro il caporalato. Leggi di cui dobbiamo essere orgogliosi''.

''C'è ancora molto da fare – prosegue la onorevole –, dobbiamo essere realisti e visionari e ostacolare la destra, il nostro avversario in questa campagna elettorale. Una destra non più solo economica ma politica, che alimenta nel paese la paura del diverso e mira a sostituire le conquiste, pagate care, dell'uguaglianza e della libertà con la sicurezza. Un destra violenta nel linguaggio che rispolvera il concetto di razza e che può attecchire dove gli anticorpi si affievoliscono e il ricordo non basta. Una destra che va combattuta ridestando la coscienza collettiva sull'importanza della democrazia e della politica nella nostra quotidianità. Una destra che alimenta lo scontro in chi si trova ai margini. Ecco chi è il nostro avversario''.

Mazzoli, Orlando, Terrosi

Il microfono passa ad Alessandro Mazzoli, candidato all'uninominale a palazzo Madama dove il suo avversario sarà Francesco Battistoni (Fi). Un duello antico quello tra i due, già avvenuto per le provinciali del 2005 e vinto, all'epoca, dall'onorevole. ''Seppur abbiamo preso la strada della crescita, il nostro problema è nelle disuguaglianze sociali. Se le forze politiche non si misurano su questo e fanno a gara a chi la spara più grossa non si ha nessun rispetto dei problemi reali dei cittadini, a partire da quello del lavoro. Bisogna rimettere al centro i temi della scuola e della formazione perché da lì passa un pezzo del nostro futuro''.

''In questa legislatura, a livello regionale e nazionale – continua il parlamentare –,  il Pd ha consentito e consentirà di portare a compimento due incompiute storiche di queste terre: il Belcolle e la Trasversale Orte- Civitavecchia. Ringrazio di cuore la presenza di Enrico Panunzi e siamo vicini alla sua battaglia per proseguire il lavoro straordinario fatto in Regione Lazio da Nicola Zingaretti e dalla sua squadra di assessori e consiglieri. Dobbiamo puntare, con una squadra larga con il Pd, il centrosinistra, tutti gli amministratori e il popolo democratico a imboccare la strada dello sviluppo di qualità, dell'aiuto alle imprese e della sicurezza del territorio. La perdita di fiducia dei cittadini e la paura sono cavalcate dalla destra – conclude Mazzoli –, noi dobbiamo costruire insieme la fuoriuscita da queste paure''.

Enrico Panunzi

Per ultimo il ministro della giustizia Andrea Orlando.

''Sono qui – esordisce – per sostenere due parlamentari che hanno lavorato veramente bene nel corso di questi anni. Questa è una campagna elettorale dove va spiegato ai cittadini cosa succede con l'esercizio del voto. Votare le forze che si trovano alla nostra sinistra significa favorire la destra perché non hanno nessuna possibilità di arrivare prime nei collegi maggioritari. Forse per qualcuno conta partecipare ma non siamo alle Olimpiadi. In questi giorni – dice il ministro – c'è un bel film su Winston Churchill, il grande vincitore della seconda guerra mondiale. Bene, finisce la guerra, si vota in Inghilterra e vince Clement Attlee. Questo perché non c'è nessuno che vince solo con il racconto di quello che ha fatto, anche se ha vinto la seconda guerra mondiale. Noi vinciamo se spieghiamo quale è la posta in gioco che abbiamo di fronte. La prima questione è un referendum sull'Europa, se vinciamo noi si rimane, se vincono quegli altri si esce con tutto quello che ne consegue''.

Andrea Orlando

''Noi – incalza – vogliamo una come Virginia Raggi a guidare questo paese? Almeno l'albero di Natale... Abbiamo di fronte una classe dirigente totalmente improvvisata, incapace di affrontare qualunque tipo di problema che non sia quello della propaganda. I 5 Stelle in questo hanno la concorrenza della Lega che subisce un'influenza molto forte da Forza Italia che ha un programma che non c'entra assolutamente con il suo. Una vittoria della destra tra i tanti pericoli ha quello di mandare al governo una coalizione che non esiste. Il partito democratico – sottolinea Orlando – si candida a guidare il Paese con una squadra che ha conquistato prestigio a livello internazionale. Non tutti sono simpaticissimi, de gustibus, ma abbiamo un'ampia gamma di offerte...  Con un'esperienza di buon governo e un presidente che ha avuto l'intelligenza di costruire una coalizione larga non si capisce perché chi sostiene il disegno di Nicola Zingaretti non debba sostenere – conclude il ministro della giustizia – anche quello del centrosinistra''.




Facebook Twitter Rss