ANNO 16 n° 275
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Belcolle - Il 14 novembre
l'esame del progetto
per il completamento

VITERBO – E’ iniziato il countdown per sapere se, dopo circa quaranta anni dalla posa della prima pietra, l’ospedale Belcolle potrà essere completato nel volgere di due tre anni. E’ stata infatti fissata per il prossimo 14 novembre la conferenza dei servizi che dovrà dare il via libera al progetto presentato dal direttore generale della Asl Adolfo Pipino, che ha già ottenuto l’assenso della Regione Lazio.

Pipino ha proposto di realizzare solo le strutture sanitarie previste nella cosiddetta Palazzina A3, rimandando a tempi migliori la costruzione dell'asilo nido, i negozi, l'eliporto, la nuova camera mortuaria e quant'altro prevedeva il progetto iniziale, dal proibitivo costo di circa 55 milioni di euro.

Una soluzione che il manager Asl ha individuato dopo che la Regione aveva respinto l'ipotesi di far ultimare i lavori ai privati in project finance, cedendo in cambio la gestione dei servizi (lavanderia, mensa, pulizie, servizi termici eccetera) per un congruo periodo di tempo, avanzata dai predecessori di Pipino.

“Quando, alcuni mesi fa, ne parlai con la governatrice Renata Polverini – spiega il direttore generale -, mi sentii subito chiedere dove avrei trovato i soldi necessari. Io le risposi che avevo individuato nelle pieghe del bilancio aziendale alcune poste che, unite ad altri risparmi, ci avrebbero messo in condizioni di reperire una decina di milioni di euro. E lei dette l’ok”.

Ad avviso di Pipino, “il completamento della parte ospedaliera della Palazzina A3, permetterebbe a Belcolle di avere a disposizione 50 posti di degenza che ancora mancano per ridurre il sovraffollamento del nosocomio, razionalizzare la distribuzione degli spazi a disposizione delle unità operative e, soprattutto, procedere verso la 'promozione' di Belcolle a Dea di Secondo Livello, ossia una struttura ospedaliera dotata di tutte le specialità’’.

Il piano al quale sta puntando il direttore generale è di arrivare al termine dei tre anni di mandato con due grosse operazioni portate a termine: il nuovo blocco operatorio di Belcolle, in avanzata fase di costruzione, e, almeno l'assegnazione dei lavori della Palazzina A3 del polo ospedaliero centrale. “Se ci riuscissimo –sottolinea – vedremmo ridurre anche la migrazione dei pazienti verso altre regioni, che riguarda soprattutto le specialità di cui Belcolle non è ancora dotato. E ci permetterebbe anche di compensare adeguatamente i tagli imposti dal debito sanitario alle strutture ospedaliere periferiche”.

“In attesa della conferenza dei servizi – conclude Pipino -, faccio dei napoletanissimi scongiuri”.




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