


VITERBO – Settanta mi dà tanto, alla grande famiglia del Barco Murialdina si può pronosticare un futuro fenomenale, entusiasmante, di aggregrazione e crescita, al di là dei risultati che qui hanno sempre contato in giusto. Ieri la prima puntata dei festeggiamenti per questi primi settant'anni di storia della gloriosa società calcistica del quartiere a sud di Viterbo, e alle falde della Palanzana, quei festeggiamenti che continueranno ancora, sia durante la settimana sia nei prossimi mesi. Col presidente onorario Sergio Pollastrelli che alla giovane età di 82 anni ha condotto le danze con l'energia di sempre, quella stessa energia che gli consentì in passato di ottenere tante vittorie, col pallone e anche fuori, visto che riuscì a conquistare un seggio al Senato.
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Quando l'arbitra fischia tre volte, ed è già sera, e i questi ragazzini di 11, 12 anni, si mettono a correre sotto i riflettori, festeggiano e poi si mischiano, abbracciandosi l'un l'altro, si capisce pure che questo calcio giovanile fatto di valori e lavoro un giorno, forse, salverà persino il pallone dei miliardi.
Calcio Tuscia batte As Roma ai rigori, in una finale divertente, coi portieri grandi protagonisti (parano diversi penalty) e un'atmosfera magica, visto che sulla tribuna del campo del Barco – quello che presto potrebbe diventare il primo sintetico nel capoluogo, secondo il piano di intervento della società insieme al Comune – ad applaudire ci sono anche i piccoli locali, arrivati terzi, nonché una folla di genitori festanti. La categoria sarebbe pure Esordienti (nati tra il 2004 e il 2005) ma per la dimostrazione di stile questi sono già maestri, esemplari. Si festeggia scambiandosi le maglie, facendosi i complimenti e le foto ricordo, e poi si corre dentro la bella sala polifunzionale allestita dal club.
Mentre il più felice sarà sicuramente il presidente del Calcio Tuscia (romanista doc ed ex portiere giallorosso: che gusto vincere ai rigori proprio contro la Roma per i suoi ragazzi), qui si aggirano altre vecchie glorie del calcio viterbese, da Ennio Cuccuini (responsabile del Barco Murialdina) a Massimo Baggiani.
''Questa è la sesta edizione di un memorial che decidemmo di dedicare a tre personaggi simbolo della storia della società – scandisce il senatore Pollastrelli in una sala strapiena di piccoli calciatori educatissimi, dirigenti, familiari e amministratori politici, dal deputato Mazzoli al sindaco Michelini, senza dimenticare il consigliere regionale della Figc Renzo Lucarini e il delegato del Coni Alessandro Pica – Cioè a Nazareno Caporossi, allenatore negli anni Sessanta, a Fausto Scapecchi, dirigente fondatore e un fratello per il sottoscritto, e a Bruno Terzoli, vale a dire Picchiasodo, il custode storico del campo nonché tutore di tante generazioni di ragazzi''. A Picchiasodo, tra l'altro, è dedicata anche questa sala.
E si comincia con la premiazione, le coppe e le medaglie, gli applausi e le foto. Domani altri appuntamenti, e poi ancora, fino al 27 maggio, per dire auguri al Barco Murialdina e per essere sicuri che storie così non finiscano, e che il loro esempio duri nel tempo. Per tutte quelle generazioni future che ne avranno bisogno.